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Architettura
22 Aprile 2020

Post Covid19. Riccardo Roselli: «Riscoprire la bellezza diffusa dell’Italia per un turismo meno di massa»

di Redazione OAR

Quale futuro per il turismo e per l’hotellerie? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Roselli, socio dello studio King Roselli, da sempre particolarmente attivo nel settore dell’ospitalità con la progettazione di hotel e villaggi turistici. La tempesta generata dall’emergenza epidemiologica da Covid19 ha devastato il settore, minandolo alle basi e rendendo impossibile qualsiasi spostamento.

«Ritengo – afferma l’architetto – che la situazione, a lungo termine, andrà sempre più normalizzandosi, per cui il turismo ripartirà. Questo periodo, tuttavia, lascerà sicuramente una traccia, una ferita indelebile, anche se con la scoperta del vaccino e di cure possibili contro il Covid19 la realtà cambierà di nuovo e ci lasceremo alle spalle questo terribile momento. Adesso, però, il problema è capire come aiutare le strutture alberghiere – e il turismo in generale – che stanno subendo un colpo senza pari».

A essere cambiata, in questa fase storica, spiega Roselli, «era già stata, paradossalmente, l’idea stessa del turismo. Una volta c’era quello connesso alle città d’arte, ora invece c’è il turismo legato agli eventi. Gli stessi alberghi, e le strutture ricettive in generale, erano diventati un punto d’incontro per attività sociali, con una osmosi tra la città e la struttura alberghiera. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbe succedere adesso».

Cambieranno i connotati del modo di fare turismo. «Ci sarà bisogno di un sistema diverso per le prenotazioni, il turista si dovrà sentire sempre certo e tranquillo di una sanificazione dei luoghi dove andrà, si dovranno garantire flussi e distanze di sicurezza, anche negli ambienti più piccoli e chiusi degli alberghi. In generale – conclude Roselli – ci sarà un turismo meno di massa, che offrirà a al nostro Paese la possibilità di riscoprire le sue bellezze».

L’Italia, infatti, ha un grade patrimonio al quale aggrapparsi per ripartire. «Abbiamo l’occasione, in questa fase di crisi, di riscoprire la realtà del Bel Paese, che offre innumerevoli possibilità, migliaia di città storiche, borghi, strutture, che potranno essere messe in luce».

(FN)

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