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02 Dicembre 2022

Caro-materiali, aggiornamento prezzari, risorse metro C, contrasto al consumo di suolo: ecco cosa prevede il Ddl di Bilancio 2023

Il disegno di legge di Bilancio 2023 interviene sulla questione del caro-materiali: viene rimpinguato il Fondo per le opere indifferibili, per il quale è confermata la preassegnazione automatica (stabilita al 10%). Sono apportate modifiche al meccanismo delle compensazioni a favore delle stazioni appaltanti. Il provvedimento, che ha appena iniziato il suo iter di conversione alla Camera, prevede, inoltre, un fondo da 160 milioni, di cui 10 milioni per il 2023, destinato a rinaturalizzare suoli degradati.

Quanto alle infrastrutture, nella Manovra non ci sono solo le disposizioni per riavviare l’attività di progettazione e di realizzazione del Ponte sullo Stretto (insieme ad un tentativo di risolvere il contenzioso con gli aggiudicatari della concessione), ma ci sono anche risorse per completare la metro C di Roma Capitale, misure per migliorare l’approvvigionamento idrico nella città metropolitana di Roma. E poi norme per le aree colpite dai terremoti del Centro Italia (2016), dell’Aquila (2009), dell’Emilia (2012), di Ischia (2017) e dell’area Etnea (2018).

E poi il rifinanziamento del fondo per l’edilizia giudiziaria e l’incremento delle risorse da destinare agli enti locali per le spese di progettazione finalizzate alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio culturale, nonché all’ammodernamento delle strade.

Ecco nel dettaglio i principali contenuti del disegno di legge, di interesse nell’ambito dell’edilizia, della progettazione e delle infrastrutture.

Il testo del Ddl di Bilancio giunto alla Camera dei Deputati

Fondo per le periferie inclusive (art. 67)

Viene istituito, nello stato di previsione del ministero dell’Economia, il Fondo per le periferie inclusive, dotato di 10 milioni di euro per il 2023. Il Fondo è destinato ai comuni con più di 300mila abitanti ed indirizzato al finanziamento di progetti finalizzati a favorire, nelle periferie, l’inclusione sociale delle persone con disabilità, il miglioramento del loro livello di autonomia e il contrasto ai fenomeni di marginalizzazione. Le modalità di distribuzione delle risorse e i criteri per la selezione dei progetti da ammettere alle risorse stanziate sono demandate ad un Dpcm o a un Dm del ministro per le Disabilità, da adottare, con il concerto di altri ministeri e acquisita l’intesa in Conferenza unificata, entro il 1° aprile 2023. Per la valutazione delle proposte progettuali viene istituito un apposito comitato presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Caro-materiali, incremento del Fondo per le opere indifferibili e nuove regole per il 2023 (art. 68)

Per quanto riguarda le procedure di affidamento delle opere pubbliche avviate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, anche tramite accordi quadro o affidate a contraente generale, il disegno di legge prevede l’incremento del Fondo per le opere indifferibili, ossia il fondo istituito per le opere finanziate in tutto o in parte dal Pnrr e dal Pnc e che, in seguito all’aggiornamento dei prezzari dovuto al caro-materiali, necessitino di un fabbisogno finanziario aggiuntivo cui non è possibile far fronte attraverso la rimodulazione  delle  somme a disposizione e indicate nel quadro economico degli interventi o avanzate da opere ultimate di competenza della stessa stazione appaltante. L’iniezione di risorse è così distribuita: 500 milioni di euro per il 2023, 1 miliardo per il 2024, 2 miliardi per il 2025, 3 miliardi per il 2026 e di 3,5 miliardi di euro per il 2027.

Inoltre, sempre relativamente alle procedure avviate nel corso del 2023, si prevede di pre-assegnare agli interventi degli enti locali beneficianti delle risorse del Pnrr e del Pnc, un contributo, in aggiunta a quello attribuito con il provvedimento di assegnazione del Fondo, pari al 10% dell’importo stabilito con il decreto di assegnazione stesso. Dunque, si ristabilisce anche per il 2023 il meccanismo, già in vigore ed esteso alle opere del Pnc dal Dl Aiuti-ter, di preassegnazione automatica delle risorse del Fondo.

L’accesso al Fondo per le opere indifferibili, viene precisato nel Ddl, è consentito per far fronte al maggior fabbisogno derivante dall’applicazione dei prezzari aggiornati relativamente alla voce «lavori» del quadro economico dell’intervento o alle altre voci del quadro economico, qualora le stesse, ai sensi della normativa vigente, siano determinate in misura percentuale all’importo posto a base di gara e il loro valore sia funzionalmente e strettamente collegato all’incremento dei costi dei materiali. L’accesso alle risorse del Fondo è consentito, inoltre, per far fronte al rincaro dei prezzi delle forniture di materiali da costruzione che siano funzionalmente necessarie alla realizzazione dell’opera.

Aggiornamento prezzari (art. 68)

Sempre in relazione al caro-materiali, il disegno di legge assegna alle Regioni due termini per l’aggiornamento semestrale dei prezzari. Le due date sono il 31 gennaio 2023 e il 30 giugno 2023. In caso di inadempienza delle Regioni, i prezzari vengono aggiornati, entro i successivi 15 giorni, dalle competenti articolazione del ministero delle Infrastrutture, sentite le Regioni interessate.

Revisione dei prezzi per far fronte al caro-materiali (art. 79)

Il disegno di legge di Bilancio introduce disposizioni che modificano le procedure di pagamento dei crediti maturati in seguito all’esplosione dei prezzi dei materiali ed introducono un nuovo meccanismo di compensazione a favore delle stazioni appaltanti, che, a causa dell’obbligo di inserimento nei bandi delle clausole di revisione dei prezzi, devono pagare somme maggiorate, di importo superiore al 10% del valore contrattuale.

Più nel dettaglio, per l’accesso al Fondo per l’adeguamento dei prezzi, limitatamente agli stati di avanzamento riguardanti le lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure dal 1° agosto 2022 e fino al 31 dicembre 2022, le stazioni appaltanti trasmettono entro il 31 gennaio 2023, non la copia dello stato di avanzamento dei lavori, bensì il prospetto di calcolo del maggiore importo dello stato di avanzamento dei lavori rispetto a quanto risultante dal Sal determinato in base alle condizioni contrattuali, firmato dal direttore dei lavori e vistato dal responsabile unico del procedimento.

Si prevede, inoltre, che per gli appalti pubblici di lavori, compresi quelli affidati a contraente generale e gli accordi quadro, aggiudicati sulla base di offerte per le quali il termine finale di presentazione scadeva non oltre il 31 dicembre 2021, i rispettivi Sal dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023 siano adottati, anche in deroga alle specifiche clausole contrattuali, applicando i prezzari aggiornati annualmente. Di conseguenza, i maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari aggiornati, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta, sono riconosciuti alla stazione appaltante nella misura del 90% nei limiti delle risorse appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, nonché di quelle del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche. Il relativo certificato di pagamento è emesso contestualmente e comunque entro cinque giorni dall’adozione del Sal.

A tal fine, le stazioni appaltanti utilizzano:

  • nel limite del 50%, le risorse appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, fatte salve le somme relative agli impegni contrattuali già assunti;
  • le eventuali ulteriori somme a disposizione della medesima stazione appaltante e stanziate annualmente relativamente allo stesso intervento;
  • le somme derivanti da ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione sulla base delle norme vigenti;
  • le somme disponibili relative ad altri interventi ultimati di competenza della medesima stazione appaltante e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i certificati di regolare esecuzione, nel rispetto delle procedure contabili della spesa e nei limiti della residua spesa autorizzata.

Tali regole, dunque stabilite per gli appalti di lavori con offerte presentate entro il 31 dicembre 2021, si applicano anche agli appalti di lavori (che non hanno accesso al Fondo per le opere indifferibili) i cui bandi o avvisi siano stati pubblicati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022, relativamente alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure, dal 1° gennaio al 31 dicembre del 2023. In questo caso, però, i maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari aggiornati, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta, sono riconosciuti alla stazione appaltante non al 90 ma all’80%.

Conseguentemente alle nuove misure, il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche è incrementato con una dotazione di 1,1 miliardi per il 2023 e 500 milioni per il 2024.  Le risorse del Fondo sono assegnate e trasferite alle stazioni appaltanti secondo l’ordine cronologico delle richieste presentate, fino al raggiungimento del limite di spesa.

Infine, in caso di tardivo aggiornamento dei prezzari, le stazioni appaltanti utilizzano l’ultimo prezzario adottato, fermo restando il successivo conguaglio, in aumento o in diminuzione, in occasione del pagamento dei Sal afferenti alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure successivamente all’adozione del prezzario aggiornato.

Stanziamenti per completare la metro C di Roma (art. 81)

Viene autorizzata la spesa necessaria al proseguimento dei lavori della Metro C di Roma Capitale, in particolare le risorse sono finalizzate al completamento della tratta T2 (dalla stazione Clodio alla stazione Venezia esclusa), della tratta T1 (da Clodio a Farnesina) e, infine, all’adeguamento contrattuale necessario per fronteggiare i maggiori costi per il completamento della tratta T3 (Fori Imperiali – Colosseo), nei tempi utili per il Giubileo del 2025.

Ponte sullo Stretto (art. 82)

Come annunciato dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, il disegno di legge di Bilancio prevede disposizioni ad hoc per riavviare l’attività di progettazione e realizzazione del Ponte, viario e ferroviario, per il collegamento della Sicilia con la Penisola, confermandone la natura di opera prioritaria. Come tale, l’infrastruttura può applicare le norme derogatorie previste dal Codice appalti per le opere di preminente interesse nazionale. Vengono introdotte misure per riattivare la società Stretto di Messina Spa che era stata istituita per progettare e realizzare il Ponte sullo Stretto, nonché per tentare di risolvere il contenzioso con gli aggiudicatari della concessione per la realizzazione dell’opera (Eurolink e Parsons Transportation).

Strade nei comuni dei crateri sismici 2009 e 2016 (art. 89)

Con il Ddl di Bilancio viene autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per il 2023, di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 e di 50 milioni di euro per il 2027 per la realizzazione di interventi sulle strade statali delle aree dei crateri sismici derivanti dai terremoti dell’Aquila (2009) e del Centro Italia (2016).

Risorse per la strada statale Salaria (art. 90)

Si prevede di stanziare 50 milioni di euro per il 2023, 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e 50 milioni per il 2026 per il potenziamento, la riqualificazione e l’adeguamento della Strada Statale n. 4 Salaria.

Finanziamento del sistema idrico del Peschiera (art. 92)

Per il miglioramento dell’approvvigionamento idrico della città metropolitana di Roma è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030, da destinare alla realizzazione del progetto di messa in sicurezza e di ammodernamento dell’acquedotto del Peschiera. Gli interventi finanziati sono funzionali e complementari a quelli già finanziati nell’ambito del Pnrr.

Fondo per impianti di risalita (art. 102)

Viene istituito un fondo da 200 milioni di euro (2023-2026) di cui potranno beneficiare i concessionari di impianti di risalita, gestori di piste da sci e relativi consorzi per realizzare interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione straordinaria di impianti di risalita a fune nei territori montani e nei comprensori sciistici.

Fondo per i piccoli comuni a vocazione turistica (art. 105)

Per incentivare l’economia dei piccoli comuni con meno di 5mila abitanti, classificati dall’Istat a vocazione turistica, è prevista l’istituzione di un fondo da 34 milioni di euro (distribuiti tra il 2023 e il 2025) per finanziare interventi innovativi di rigenerazione urbana o volti alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della mobilità. L’attuazione della misura è demandata a un Dm dei ministeri del Turismo e dell’Economia.

Fondo per il contrasto al consumo di suolo (art. 127)

Nasce il fondo per il contrasto al consumo di suolo con una dotazione complessiva di 160 milioni (10 milioni per il 2023, 20 per il 2024, 20 per il 2025 e 50 per ciascuno degli anni 2026 e 2027) con l’obiettivo di consentire la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati in ambito urbano e periurbano. A distribuire le risorse alle regioni e alle provincie autonome sarà un Dm dei ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dell’Economia.

Norme per prolungare lo stato di emergenza post-terremoto (artt. 132-136)

Viene prorogato al 31 dicembre 2023 lo stato di emergenza, e dunque il funzionamento della struttura commissariale, per i terremoti che hanno interessato il Molise e l’area Etnea nel 2018. Viene prolungata fino a tutto il 2023 anche la gestione straordinaria per le aree danneggiate dal sisma che ha interessato l’Isola di Ischia nel 2017. Proroga fino al 31 dicembre 2023 anche per lo stato di emergenza e la relativa gestione straordinaria nelle regioni del Centro Italia (sisma 2016) e in quelle interessate dal terremoto dell’Emilia (2012). In particolare, per assicurare il proseguimento della ricostruzione privata nel Centro Italia, la Manovra prevede un incremento dell’autorizzazione di spesa pari a 1,1 miliardi di euro per gli anni dal 2047-2049.

Infine, viene prorogata fino al 31 dicembre 2023, previo parere degli organi tecnico-sanitari, la deroga ai limiti quantitativi di rifiuti non pericolosi, derivanti dalle attività di ricostruzione e demolizione nelle aree del sisma del Centro Italia. L’aumento è consentito nel limite del 70% per ogni autorizzazione.

Risorse per la progettazione nei piccoli comuni (art. 138)

Sono incrementati i contributi, da assegnare agli enti locali, già previsti dalla legge 160 del 2019, per sostenere le spese di progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio culturale, nonché per l’ammodernamento delle strade. Le maggiori risorse destinate a tali scopi sono così quantificate: 50 milioni per il 2023 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Si prevede anche la creazione di un fondo presso il ministero dell’Economia, da 10 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, finalizzato a finanziare iniziative di assistenza tecnica ai comuni con meno di 10mila abitanti e ad aiutarli a superare le criticità incontrate nell’espletamento dei necessari adempimenti per l’attuazione di interventi del Pnrr.

Fondi per l’edilizia giudiziaria (art. 148)

Il Ddl prevede il rifinanziamento del fondo per l’edilizia giudiziaria, con l’obiettivo di assicurare l’efficientamento energetico, l’adeguamento strutturale, impiantistico, sismico e antincendio degli uffici giudiziari esistenti. Il fondo serve a anche a coprire la realizzazione di nuove cittadelle giudiziarie e di poli archivistici.

di Mariagrazia Barletta

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