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Professione
05 Ottobre 2020

L’ENEA in campo per le aree sismiche

La penisola italica sappiamo essere ad alto rischio sismico e, in tempi molto recenti, ne abbiamo avuto dimostrazione.

ENEA ha messo a punto una ricerca basata sulla tecnologia satellitare, sui sensori ad alta risoluzione e su tecniche di machine learning per aiutare nella gestione delle macerie, spesso ostacolo concreto alla ricostruzione.

Pubblicato sulla rivista internazionale ISPRS International Journal of Geo-Information e presentato durante l’International Conference on Computational Science and its Applications (ICCSA 2020), lo studio ha individuato un metodo per definire tipologia e quantità di macerie in modo da agevolare le operazioni di smaltimento. 

Un’applicazione pratica è stata eseguita nel centro storico di Amatrice, attraverso telerilevamento, utilizzo di riprese aree e satellitari e di dati satellitari Sentinel-2 del Programma ESA Copernicus per la Gestione delle Emergenze (EMS).

Il risultato della sperimentazione ha portato alla luce la composizione dei detriti: il 59% di cemento, il 9% di mattoni, 8% di materiali vari e tracce di amianto. 

Una rapida quanto precisa individuazione della natura dei rifiuti consente di smaltirli in maniera corretta, rapida e differenziata, lasciando campo libero alle operazioni di indagine propedeutica alla progettazione, oltre che alla pianificazione stessa.

(GV)

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