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Articolo
26 Aprile 2021

Comitato Tecnico Formazione OAR. Obiettivi e indirizzi operativi – di Roberta Bocca, Enrico Fattinnanzi, Flavio Trinca

Il D.P.R. del 2012 ha introdotto l’obbligo della Formazione Continua per gli iscritti agli Ordini professionali, in quanto il percorso professionale di un architetto richiede continui aggiornamenti culturali, normativi e tecnici, in una parola professionali, di cui gli Ordini professionali, dal 2012, sono stati chiamati a farsi garanti nei confronti della società.

Gli indirizzi programmatici dell’OAR prevedono la promozione e il sostegno della figura professionale dell’architetto, con l’obiettivo primario della valorizzazione del suo ruolo istituzionale e sociale nell’interesse della collettività. In questo contesto, il fine che la struttura formativa OAR si è posta è quello di contribuire all’arricchimento culturale e fornire allo stesso tempo, agli iscritti, strumenti per l’approfondimento e l’evoluzione professionale, anche individuando nuovi scenari con conseguenti nuove opportunità lavorative, affinché l’obbligo dell’aggiornamento divenga una reale e proficua opportunità di crescita professionale.

Questi sono i presupposti dell’azione della struttura formativa dell’OAR, azione che, nel contesto dell’attuale situazione pandemica e di ciò che ne è derivato e deriverà, si ritiene debba ampliarsi e rafforzarsi.

Vediamo come.

Alcuni fenomeni sostanziali condizionano le attività dell’architetto e rendono professionalmente sempre più importante la continua acquisizione di nuove competenze:

  • il continuo e rapido sviluppo scientifico e tecnologico che, generando crescenti complessità e dinamicità sociali ed economiche, sollecita inevitabili trasformazioni e adeguamenti negli assetti dello spazio fisico e condiziona le sue stesse modalità di fruizione;
  • la complessità, sovrapposizione e incongruenza delle norme e delle competenze dei processi che, in forma diretta o indiretta, determinano i diversi tipi di azioni sullo spazio fisico e condizionano ogni tipo d’investimento che riguardi l’insieme delle opere che concretamente lo strutturano e lo rendono fruibile. 

Nella fase attuale, in Italia e in Europa si predispongono misure economiche di straordinaria entità, che non solo consentano di superare la devastazione prodotta dal COVID-19 ma che, allo stesso tempo, costituiscano occasione per perseguire obiettivi economici e sociali importanti e innovativi, quali la sostenibilità, la digitalizzazione, il riequilibrio delle condizioni di vita e delle opportunità dei cittadini europei. In quali termini l’emergenza epidemiologica da Sar-COV-2 e i mutati scenari che ne conseguiranno, potranno influire sulla vita dei singoli e della collettività, di cui gli architetti sono o dovrebbero essere parte consapevole e attiva? In quale modo i finanziamenti europei in arrivo potranno costituire un volano e una concreta possibilità di crescita per i settori in cui gli architetti operano?

Una prima risposta è che la straordinaria disponibilità di risorse economiche che saranno rese disponibili, dovrebbe offrire una concreta possibilità di affrontare i gravi problemi di complessiva ricapitalizzazione e ammodernamento tecnologico del territorio e delle reti – materiali e immateriali – che lo strutturano e lo rendono fruibile.

Tale opportunità sarà particolarmente preziosa, perché quello italiano è un territorio assai complesso, di grande qualità paesistico ambientale che, oltre a presentare importanti criticità geo morfologiche, storicamente costituisce l’esito di molteplici interventi che si sono succeduti in un arco di tempo straordinariamente lungo, compenetrandosi e stratificandosi l’uno sull’altro, generando molto spesso un assetto di grande qualità insediativa e di preziosa testimonianza.

Dagli anni del secondo dopoguerra, intervenire sullo spazio fisico è diventato sempre più complicato, sia per il complesso quadro normativo venutosi a creare che per la frammentazione delle competenze.

Tale complessità, non solo non ha garantito una sostanziale salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico, ma si è risolta di fatto in una sostanziale incapacità di governare le grandi espansioni urbane e così si sono prodotti insediamenti dotati di una bassa qualità ambientale, con insufficienti attrezzature e servizi, scarsamente accessibili, con una mobilità faticosa e una notevole vulnerabilità sismica e idrogeologica.

L’emergenza epidemiologica ha certamente prodotto nuove criticità, aggravando quelle storicamente sedimentate. Tuttavia, l’auspicabile disponibilità di risorse derivante dai meccanismi finanziari che si sono attivati proprio a causa della pandemia, dovrebbe poter essere utilizzata anche per un grande programma di realizzazione di interventi nelle città e nei territori. Interventi che potranno realizzare sia la necessaria rimozione delle criticità sedimentate, sia il raggiungimento degli obiettivi strategici ai quali si è accennato, chiaramente indicati dall’Europa e cioè sostenibilità, digitalizzazione, riequilibrio delle condizioni di vita e delle opportunità dei cittadini europei.

In definitiva, dovrebbero esserci le risorse per poter intervenire sullo spazio fisico, con il potenziamento e l’ammodernamento funzionale dello stesso, il suo recupero e restauro e soprattutto la sua messa in sicurezza. Tutto ciò dovrà realizzarsi tramite interventi che costituiranno la concretizzazione tecnico produttiva di progetti, la cui qualità determinerà la maggiore o minore efficacia che l’impatto delle risorse mobilitate eserciterà sulle città e sul territorio italiano.

Si delinea quindi, con chiarezza, il quadro di riferimento in cui si potranno collocare le figure professionali coinvolte. Il processo si realizzerà con ruoli decisionali e operativi assai differenti, ma rispetto agli altri attori la funzione principale degli architetti dovrà essere quella di conferire il massimo di qualità a quegli interventi, nei quali sarà importante non solo la concretizzazione di esigenze di natura pratico funzionale ma anche quelle di tipo simbolico percettivo.

In questo contesto, la Struttura formativa dell’OAR ha avvertito ancor più forte la responsabilità e il dovere istituzionale di fornire agli iscritti supporti formativi all’altezza della situazione, adeguati e anche “virtuosi”, perché è importante che gli architetti svolgano nel contesto sociale un ruolo di soggetti attivi e consapevoli, in grado di indirizzare, sapientemente e anche virtuosamente, i processi attuativi nelle diverse fasi. È decisivo che all’iscritto-architetto siano forniti strumenti atti a incrementare la propria capacità di inserirsi, con efficacia, supportato da un bagaglio di aggiornate competenze specifiche, in processi attuativi proceduralmente e normativamente sempre più complessi e in continua rapida evoluzione; in scenari impensabili fino a poco tempo fa e di cui sarebbe fondamentale prevedere e anche riuscire a indirizzare l’evolversi: è evidente che siamo di fronte a un momento di grande crisi, ma anche di grandi opportunità.

Per far fronte a questi scenari in continua evoluzione, la struttura formativa dell’OAR è stata articolata in dieci percorsi formativi, cui sovraintendono referenti con competenze specifiche nei relativi ambiti.

Nel dettaglio, sono stati individuati quattro percorsi che ricalcano la titolazione dell’Ordine: Architettura, Pianificazione, Paesaggio e Conservazione, che si integrano con altri sei percorsi, concernenti i temi della Professione, della Storia e Critica e linguaggio della contemporaneità, della Sostenibilità, della Digitalizzazione e del BIM, della Valutazione, e della Sicurezza e Accessibilità.

I percorsi formativi individuano rilevanti aree tematiche; il relativo referente di ciascun percorso formativo, svolge attività di progettazione e organizzazione dell’attività formativa ricadente nell’ambito tematico dello stesso, sovraintendendo a che gli eventi formativi proposti da altri soggetti, interni o esterni alla struttura formativa dell’OAR, rientrino negli obiettivi e nelle finalità formative del percorso stesso e nell’ambito del POF (Piano Offerta Formativo) in essere.

I percorsi formativi sono coordinati e collegati fra di loro, tramite l’azione del Comitato Tecnico della Formazione (CTF), costituito da referenti stessi dei percorsi e da altri soggetti attivi nella formazione OAR. Il CTF organizza e coordina il complessivo sistema di realizzazione e gestione in qualità dell’Offerta Formativa dell’OAR, a partire dalla progettazione esecutiva delle singole proposte formative, presentate dai referenti dei percorsi o da altri soggetti, interni o esterni, con la messa a punto dei contenuti dei singoli progetti e la definizione degli aspetti economici, logistici e di natura tecnico-organizzativa, svolgendo un’azione di coordinamento fra tutte le varie componenti del sistema formativo OAR.

Per ogni percorso sono stati previsti quattro tipologie di eventi formativi, in relazione alle caratteristiche, alle finalità e al livello di approfondimento degli stessi:

1. Attualità: convegni/seminari e attualmente webinar, su tematiche relative al mondo della professione, all’aggiornamento normativo, tecnico e tecnologico e sulla base di esigenze e sollecitazioni che possono provenire dalla società civile, gratuiti per gli iscritti.
2. Grandi eventi: eventi di alto livello culturale, focalizzati al dibattito sull’architettura e al suo approfondimento critico-storico, sul restauro e recupero, sulla città, sul territorio e su tematiche di preminente interesse della collettività, gratuiti per gli iscritti.
3. Esperienze professionali: workshop ed eventi formativi applicativi, gratuiti per gli iscritti.
4. Corsi di specializzazione: corsi di approfondimento professionale, abilitanti e di alta formazione, a pagamento.

Nel dettaglio gli eventi formativi possono riguardare (elenco indicativo, non esaustivo):

– L’aggiornamento normativo, tecnologico, del mondo dell’architettura e delle costruzioni etc.;


– Focus su temi di rilevanza culturale e sociale, quali lo stato della cultura architettonica, in Italia e nel mondo, l’assetto del territorio urbano e del paesaggio, la conservazione e/o rigenerazione del patrimonio edilizio, la sicurezza del costruito etc.;
– L’illustrazione di esperienze professionali che, sotto aspetti complessivi o particolari, si pongono come utili esempi o eventualmente, culturalmente e/o professionalmente, come veri e propri riferimenti. Per questa tipologia, l’OAR, valorizzando le potenzialità insite nella sua stessa collocazione istituzionale, ha la possibilità di attingere direttamente all’immerso crogiuolo di esperienze, nozioni e informazioni tratte dalle molteplici e concrete realizzazioni e situazioni professionali nelle quali, nell’attualità, l’architetto si trova ad operare; privilegiando le esperienze che, presentando contenuti e aspetti metodologici ed operativi di generale interesse, possano essere riversate sulla platea degli iscritti.
– L’illustrazione di metodi e strumenti metodologici, operativi o di controllo, capaci di potenziare l’impatto professionale dell’architetto;
– La configurazione di argomenti specializzati, emergenti e innovativi che, nella situazione attuale, contribuiscono in misura importante alla valorizzazione della figura professionale dell’architetto.
– La formazione e l’aggiornamento per l’abilitazione allo svolgimento di attività professionali, per le quali ciò è stabilito a norma di Legge.

Roberta Bocca

Architetto

Delegata Formazione Continua, Ordine Architetti P.P.C. di Roma e Provincia

Coordinatrice CTF, Comitato Tecnico Formazione OAR

Referente OAR, percorso formativo sulla Sicurezza e Accessibilità

Enrico Fattinnanzi

Architetto

Referente OAR, percorso formativo sulla Valutazione

Flavio Trinca

Architetto

Componente CTF, Comitato Tecnico della Formazione OAR

Referente OAR, percorso formativo sul Paesaggio

Fotografia di copertina: Giuseppe Felici

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