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Architettura
24 Aprile 2023

Urban Center Roma: strumento di partecipazione e programmazione per il futuro della Capitale

Al convegno organizzato dall’OAR gli assessori capitolini Veloccia e Catarci - Delineati i primi passi per il nuovo soggetto - Presentati progetti partecipativi realizzati sul territorio

Dotare la Capitale di un «centro di informazione, formazione, e produzione di idee, visioni e progetti per la città di Roma», attraverso la promozione di una cultura della partecipazione delle comunità nei processi di rigenerazione e riqualificazione urbana. Sono queste le basi – in termini di obiettivi e strategie – su cui si fonda la prossima costituzione dell’Urban Center Roma: una iniziativa proposta dall’Ordine degli Architetti di Roma e condivisa con le istituzioni – a partire dall’amministrazione capitolina – ma anche con tutti gli altri soggetti coinvolti, dalle università alle associazioni di cittadini, dai professionisti alle imprese, fino d accademie ed istituti culturali. Una importante tappa di questo percorso si è svolta alla Casa dell’Architettura lo scorso 21 aprile, in occasione del Natale di Roma, con il convegno «Roma Partecipa», un incontro con le istituzioni (il Campidoglio ha partecipato con i due assessori maggiormente coinvolti) e le realtà romane impegnate nella realizzazione di innovativi progetti di partecipazione civica mirati a trasformare il volto della città.

«L’Urban Center – ha spiegato aprendo la giornata il presidente OAR, Alessandro Panci – servirà innanzitutto per conoscere: spesso, infatti, non si conosce ciò che sta avvenendo nella Capitale e intorno ad essa. Acquisire tale consapevolezza, invece, è – e sarà – sempre più fondamentale, soprattutto in considerazione dei grandi eventi e delle risorse che stanno arrivando a Roma, dal Pnrr ai Giubileo 2025 e 2033, fino all’Expo 2030». La nuova struttura, ha poi spiegato, «dovrà occuparsi proprio di questo: mettere insieme i diversi attori su tematiche di sviluppo urbano che riguardano tutti: quello che pensiamo e progettiamo, infatti, come architetti e non solo, ha una ricaduta sul territorio, sugli spazi in cui si svolge la nostra vita» Il costituendo Urban Center, ha concluso il presidente OAR, «dovrà essere una rete – di cui la Casa dell’Architettura potrà essere uno snodo principale – mirata a favorire la partecipazione. L’Ordine degli Architetti di Roma, anche attraverso l’attività portata avanti dalla Commissione Urban Center OAR, offre la massima disponibilità». 

Come l’Urban Center Roma sia uno dei capisaldi che l’Ordine degli Architetti propone sin dall’inizio della nuova consiuliatura (avviata nell’autunno 2021) lo ha ricordato Francesco Aymonino, vicepresidente OAR e coordinatore scientifico del convegno: «È un progetto a cui teniamo molto – ha detto – che punta a costruire un luogo di informazione e di formazione, una sorta di ‘agenzia urbana’ che si occupi della policy, di processi, ma anche di gestione e proposizione di progettualità innovative per il futuro di Roma. È una struttura che a Roma manca da sempre, mentre è spesso presente nelle grandi città del mondo: è giunto il momento che la Capitale si doti di questi strumento». Come Ordine, ha poi concluso, «abbiamo condiviso con tutti i partecipanti una proposta di manifesto che potrà essere completato e sottoscritto dai soggetti che dovranno far parte della nuova istituzione: da Roma Capitale alla Città Metropolitana, fino alla Camera di Commercio».

Ecco la riflessione di Francesco Aymonino

A dare la propria visione sul modello da seguire e sui prossimi passi per la costituzione di un Urban Center per Roma è stato Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica di Roma Capitale. «Riteniamo che sia importante definire un perimetro ampio per sviluppo della città di Roma e del suo hinterland: per questo il progetto che oggi presentiamo insieme all’Ordine degli Architetti dovrà essere costruito anche insieme alla Città Metropolitana. È fondamentale partire dall’idea di aprire in dibattito sullo sviluppo urbano del territorio capitolino, riconquistando la capacità di discutere e confrontarci sulle grandi progettualità e coniugando piani a lungo termini con azioni concrete nel breve periodo. In quest’ottica, ad esempio, per comprendere come Roma sia sempre più una città in movimento e che guarda al futuro, stiamo portando avanti l’idea di mappare tutti i progetti di rigenerazione che negli ultimi anni sono stati avviati o stanno per partire in città». 

L’assessore si è poi soffermato su ‘struttura’ e ‘forma’ del nuovo Urban Center: «sicuramente avrà una grande porta virtuale attraverso cui accedervi ma sarà anche luogo fisico», o meglio una rete di luoghi fisici – tra i quali Veloccia ha citato la Casa dell’Architettura – «in un’ottica di area vasta, guardando ai confini dell’area metropolitana ma anche mettendo le radici in municipi e quartieri di Roma». Lo strumento «flessibile, scalabile e integrabile che potremmo utilizzare per costituirlo – ha infine aggiunto -potrebbe essere la fondazione di partecipazione».

Qui la video intervista a Maurizio Veloccia

Altra apertura convinta sull’avvio di uno strumento fondamentale per pianificare e realizzare un sviluppo urbano condiviso per Roma è arrivata da Andrea Catarci, assessore capitolino al Decentramento, alla Partecipazione e Servizi al territorio per la città dei 15 minuti, intervenuto – tra l’altro – sul tema del Bilancio Partecipato. «È importante – ha sottolineato – dotarsi di luoghi di programmazione, progettazione condivisa, partecipazione diffusa. Non solo su questioni per cui è più semplice farlo – come a livello locale o municipale, dove comitati e associazioni interagiscono più direttamente -, ma anche in un quadro complessivo cittadino, devono esserci strumenti riconosciuti attraverso i quali si co-programmi, si co-progetti, si consenta la partecipazione più ampia possibile della cittadinanza. L’Urban Center da punto di vista delle politiche urbanistiche, della rigenerazione urbana, della riqualificazione dei nostri quartieri e persino del welfare territoriale potrà essere uno degli strumenti con cui potenziare le attività che girano intorno alla programmazione condivisa del territorio».

Le parole di Andrea Catarci

Nel corso del convegno sono stati presentati i progetti realizzati da associazioni, comitati di quartiere e altri attivatori in grado di «trasformare il volto della città», con l’alternarsi di interventi – da parte dei numerosi ospiti – riguardanti le iniziative dell’OAR in materia di progettazione partecipata e altre esperienze di coprogettazione dal basso (qui per rivedere programma dell’evento: LINK).

Presentata da Francesco Aymonino, inoltre – come detto – la proposta di Manifesto per l’Urban Center Roma

(FN)

di Francesco Nariello
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