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Architettura
06 Maggio 2021

Presentato Iper – Festival delle Periferie: dal 21 al 23 maggio. Gli eventi curati dall’OAR

di Redazione OAR

Favorire il dialogo tra pezzi di città che parlano tra loro e che, spesso, non si conoscono. Contribuire a ricucire il tessuto urbano, rilanciando la socialità e un’idea di cultura inclusiva e partecipata. Sono alcuni degli obiettivi di Iper, prima edizione del Festival delle Periferie di Roma. Una tre giorni – dal 21 al 23 maggio – dedicata al tema della periferia, quella romana ma anche di altre metropoli, con un programma molto vario tra incontri, performance artistiche, videoarte, concerti, film, documentari, lezioni e tavole rotonde.

L’iniziativa – promossa da Roma Culture e organizzata da Palaexpo – è stata presentata oggi, 6 maggio, al Teatro di Tor Bella Monaca alla presenza, tra gli altri, della sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, e dell’assessore capitolino all’Urbanistica, Luca Montutori. Nel programma del nuovo Festival si inseriscono anche tre eventi organizzati dall’Ordine degli Architetti di Roma –  su Corviale, Eur, Architettura sociale – con un lancio in anteprima di molte delle tematiche che saranno al centro di SPAM Restart! azioni per ripartire, il Festival dell’Architettura di Roma organizzato dall’OAR.

Il programma di Iper sarà declinato in decine di appuntamenti gratuiti, in una scaletta che si estende su dodici ore, dalle 10 alle 22, con una base «fisica» nel Teatro Tor Bella Monaca, e oltre novanta ore di streaming. Sarà utilizzata una piattaforma digitale appositamente progettata per il Festival. Oltre 200 gli eventi previsti per un totale di 400 personalità coinvolte, tra artisti, urbanisti, filosofi, sociologi.

Qui info e programma Iper: LINK

«Iper sarà una novità nel panorama culturale romano e non solo – ha detto Cesare Petroiusti, presidente Palaexpo -. L’approccio che lo caratterizza è quello che deriva dall’adozione di uno sguardo ‘periferico’ e multidisciplinare, attraverso cui osservare il ‘vivere’ nella città da punti di vista diversi. Ed è per questo che il programma – tra contributi, interventi e partecipazioni – è strutturato nel segno della massima pluralità».

Il Festival è promosso dal Rif – Museo delle Periferie, il quale però, fisicamente ancora non esiste: si tratta infatti di un’opera a scomputo mai realizzata, che l’amministrazione capitolina, tuttavia, si è impegnata a sbloccare. «Ci impegniamo ad arrivare alla progettazione definitiva entro il nostro mandato», ha detto l’assessore Luca Montuori, che ha aggiunto: «Si tratta di un progetto ampio e importante, che avrà un ruolo nel futuro della città e che rientra in un programma più ampio di rigenerazione che passa che dalla cultura e dal benessere delle persone. In questo senso, si colloca la partecipazione al bando delle ministero delle Infrastrutture – programma nazionale per la qualità dell’abitare – per il recupero di alcuni immobili che si trovano nell’area individuata per il nuovo Museo. Occorre una visione a 360 gradi della rigenerazione urbana, che non si ferma alla riqualificazione di singoli edifici. E in cui ogni periferia rappresenti un centro dai cui guardare altri punti nel suo intorno».

La realizzazione di Iper «sarà un modo – ha detto Giorgio De Finis, direttore Museo delle Periferie – per far apparire per tre giorni il museo, presentarsi alla città con le attività messe in campo nei primi mesi di vita e facendo comprendere il suo valore sociale, civile e politico. Sarà il primo museo al di fuori del Gra. Sarà un presidio fisso, un centro studi interdisciplinare e uno spazio per l’arte contemporanea. Mostrerà come, mentre i centri cittadini sono sempre più fermi, seguendo dinamiche globali, le periferie sono invece in continuo movimento».

Le periferie di Roma «sono state dimenticate per anni da cultura, trasporti, interventi urbanistici: dalle case popolari alle scuole, fino al verde – ha sottolineato Virginia Raggi, sindaca di Roma Capitale -. Al centro dell’attuale mandato c’è stata l’idea di far vivere le periferie come se fossero città vere e proprie, da curare in tutti gli aspetti, e non solo dei lembi di città». Il Festival delle Periferie, allora, «si colloca in questa visione, perché permette alle periferie di parlare con linguaggi diversi, accorciare le distanze partendo dalle mille voci delle città». Cosa hanno da dire le periferie come luoghi fisici? E le persone che le abitano? Quali sono le voci di questi luoghi? «È il momento di porci domande – ha concluso Raggi -, ragionando insieme per programmare il futuro».

Gli eventi organizzati dall’OAR e il percorso verso SPAM Restart!

La partecipazione dell’Ordine degli Architetti Roma al Festival delle Periferie si concretizzerà in tre eventi presso la Casa dell’Architettura – trasmessi in streaming dalle 17 alle 19.30 per ciascun giorno del Festival – coordinati da Roberto Grio, consigliere OAR e direttore di SPAM. Ne ha parlato Luca Ribichini, presidente Casa dell’Architettura: «Si partirà – ha spiegato – da caso studio dell’Eur come riattivazione – in primis culturale – di un quartiere romano, anche attraverso gli usi temporanei. Si parlerà di architettura sociale, focalizzandosi su un percorso partecipato per l’ambiente e l’architettura delle nostre città. E si chiuderà il ciclo con il focus su Corviale, caso pilota di rigenerazione della periferia romana».

Qui gli eventi organizzati dall’OAR:

La rigenerazione «non è solo rinascita funzionale e tecnologica ma anche spirituale e culturale». Tutte queste tematiche, ha concluso Ribichini, «confluiranno nella terza edizione di SPAM, il Festival dell’Architettura di Roma organizzato dall’OAR, che si svolgerà dal 23 al 29 luglio, e che avrà come titolo Restart! azioni per ripartire».

Per saperne di più: LINK

(FN)

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