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Architettura
07 Maggio 2021

Recovery/M2. Focus: messa in sicurezza territorio, piccoli cantieri nelle città, verde urbano

di Redazione OAR

Prevenzione e contrasto delle conseguenze del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio, ma anche – oltre alla gestione sostenibile delle risorse idriche – salvaguardia della biodiversità del territorio attraverso la tutela delle aree verdi, del suolo, delle aree marine, valorizzazione di verde urbano ed extraurbano. Sono alcuni degli obiettivi della quarta componente della Missione 2 – M2C4 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che potranno avere maggiore impatto su attività come pianificazione, anche in ambito paesaggistico, e progettazione, dalla messa in sicurezza del territorio all’adeguamento degli edifici.

La dotazione complessiva messa a disposizione dal Recovery Plan per le misure previste dal capitolo del Pnrr dedicato a Tutela del territorio e della risorsa idrica ammontano a circa 15 miliardi di euro. A catalizzare oltre il 56% delle risorse stanziate, in particolare, saranno, gli investimenti per prevenire e mitigare i fenomeni di dissesto idrogeologico e la vulnerabilità del territorio (ambito 2), connessi al climate change, tra i quali spiccano gli interventi «per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni», che potranno contare su 6 miliardi di euro. 

Si tratta, nello specifico, di un insieme eterogeneo di opere – di portata piccola e media – che saranno realizzate nelle aree urbane: i lavori riguarderanno, si legge nel piano, la messa in sicurezza del territorio, la sicurezza e l’adeguamento degli edifici, l’efficienza energetica e i sistemi di illuminazione pubblica.

Il Pnrr individua nella prevenzione dei dissesto idrogeologico e dei rischi ad esso connessi un tassello fondamentale – oltre che per la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente – anche per la ripartenza di attività produttive, turismo, agricoltura. In questo capitolo, con uno stanziamento di quasi 2,5 miliardi di euro, rientra un ampio e capillare programma di interventi strutturali, come opere per la messa in sicurezza da frane o riduzione rischio allagamenti – e non strutturali, previste dai piani di gestione del rischio idrico e di alluvione, focalizzati sul mantenimento del territorio, sulla riqualificazione, sul monitoraggio e sulla prevenzione. Tra gli obiettivi: portare in sicurezza 1,5 milioni di persone oggi a rischio; ridurre gli interventi di emergenza; ripristino di strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate in aree compite da calamità.

In questo ambito, si colloca anche la previsione di una riforma – da realizzare entro il 2022 – per la «semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico», che avrà lo scopo di superare le criticità di natura procedurale, legate – in particolare – alla debolezza e all’assenza di un sistema di governance efficace a gestire i rischi connessi alla sicurezza del territorio.

Di particolare interesse per i professionisti che si occupano di progettazione su scala urbana, infine, ci sono i 330 milioni di euro stanziati per la tutela e la valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, nell’ambito di intervento dedicato alla salvaguardia della qualità dell’aria e della biodiversità del territorio. Previste, nello specifico, una serie di azioni su larga scala «per migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini» attraverso la tutela delle aree verdi esistenti nelle città e la creazione di nuove. Gli interventi si svolgeranno principalmente nelle 14 città metropolitane. La misura include lo sviluppo di boschi urbani e periurbani, piantando almeno 6,6 milioni di alberi (per 6.600 ettari di foreste urbane).

(FN)

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