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19 Maggio 2021

Recovery/M3. Focus: Trasporti su ferro. Reti europee, Sud, mobilità urbana. Roma-Pescara al via

di Redazione OAR

La trasversalità dei benefici ottenibili in ambito territoriale e generazionale – per ridurre i divari tra territori e garantire modalità di trasporto più sostenibili per le generazioni future – è l’aspetto che caratterizza gli interventi previsti dalla Missione 3 del Pnrr. E che si concretizza, dal punto di vista degli investimenti – sopratutto sul fronte del potenziamento delle infrastrutture su ferro, con una dotazione per la prima componente (M3C1) di 24,77 miliardi di euro, il 98,5% del totale stanziato dal piano per questo capitolo: dalle linee Av alle tratte regionali, dai nodi metropolitani alle connessioni diagonali, fino al miglioramento delle stazioni. Guardando, da una parte, all’Europa e, dall’altra, alle aree più deboli del Paese, a partire dai collegamenti nel Centro Sud, con Roma quale snodo cruciale.

Il completamento e il rafforzamento della rete ferroviaria ad alta velocità – si legge nel testo del Pnrr – contribuiranno a fornire uguali opportunità di sviluppo a tutto il territorio permettendo al Paese di allinearsi ai livelli delle reti ferroviarie europee». Allo stesso tempo, gli investimenti sulle linee AV sono affiancati da interventi che mirano ad assicurare una maggiore e migliore offerta di linee ferroviarie regionali e l’adeguamento di quelle urbane». E, nella stessa direzione, «vanno anche le misure dedicate all’upgrading, elettrificazione e resilienza delle linee ferroviarie al Sud e il piano stazioni al Sud, soprattutto nell’ottica di «offrire buone connessioni con il sistema della mobilità urbana». Dal punto di vista territoriale, in particolare, «si auspica che gli investimenti produrranno un’inversione dei fenomeni di depauperamento demografico e socio-economico dei territori meno collegati, fungendo da fattore di coesione territoriale».

Obiettivi generali della componente M3C1 sono: la decarbonizzazione e riduzione delle emissioni attraverso il trasferimento del traffico passeggeri e merci dalla strada alla ferrovia; aumento della connettività e della coesione territoriale attraverso la riduzione dei tempi di viaggio; digitalizzazione delle reti di trasporto; aumento della competitività dei sistemi produttivi, in particolare del Sud, attraverso l’implementazione dei collegamenti ferroviari.

Il miglioramento della connettività trasversale, nel Centro-Sud Italia, «attraverso linee diagonali ad alta velocità» è uno dei focus individuati dal Pnrr, in particolare per quanto riguarda il miglioramento dei tempi di percorrenza per passeggeri e merci da Adriatico e Ionio al Tirreno, intervenendo sulle linee ferroviarie diagonali: a disposizione per questo capitolo ci sono 1,58 miliardi di euro.

Si parte proprio con la Roma-Pescara, linea per la quale è prevista la realizzazione delle prime tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà un risparmio di tempo di 80 minuti sulla linea Roma-Pescara e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte raddoppiate; inoltre, le prestazioni della linea saranno adeguate a consentire lo sviluppo del traffico merci. Ancora, in programma il rafforzamento della Orte-Falconara: verranno realizzate diverse tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà una riduzione dei tempi di percorrenza, tra l’altro,  sulle tratte Roma-Ancona e Roma-Perugia. Infine, spostandosi più a Sud, previsto la creazione di alcune tratte intermedie del progetto della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia.

Sempre sul fronte Av, gli interventi del Recovery Plan sono indirizzati su un doppio binario. Da una parte, gli investimenti sulle linee ad alta velocità nel Nord Italia che collegano all’Europa, misura che concentra la dotazione maggiore di risorse – con 8,57 miliardi di euro a disposizione – e che prevede il potenziamento dei servizi di trasporto su ferro, in una logica fortemente interzonale, su tratte come Brescia-Verona-Vicenza; Liguria-Alpi; Verona-Brennero. E, dall’altra, gli interventi sui collegamenti ferroviari Av verso il Sud Italia per passeggeri e merci (4,64 miliardi di euro), in coerenza con le esigenze di connettività delle Regioni meridionali e integrati con i sistemi di trasporto regionali, per le seguenti tratte: Napoli-Bari; Palermo-Catania-Messina; Salerno-Reggio Calabria.

Ancora al Mezzogiorno sono indirizzati gli investimenti – 700 milioni di euro – per il miglioramento delle stazioni ferroviarie, soprattutto in termini di accessibilità e integrazione con il territorio: sono previsti interventi – dagli hub urbani ai nodi medi – per riqualificare le stazioni, migliorare la funzionalità dei loro edifici, la qualità dei servizi forniti agli utenti, i livelli di efficienza energetica e lo sviluppo dell’intermodalità ferro-gomma. Ammonta invece a 2,4 miliardi di euro la dotazione per potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud «per aumentare la competitività e la connettività del sistema logistico intermodale e per migliorare l’accessibilità ferroviaria di diverse aree urbane» del Meridione.

Tra gli altri investimenti rientrano i 2,97 miliardi destinati al potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani o suburbani – al fine di garantire servizi capillari con alte frequenze, sostenendo così la domanda di mobilità espressa dalle grandi città metropolitane e dalle aree urbane di medie dimensioni – e dei collegamenti nazionali chiave, concentrati alle aree di confine (esempio: collegamenti con i valichi svizzeri sulla Liguria-Alpi), le dorsali centrali e l’accesso ai porti.

Riguardano, infine, l’implementazione dell’utilizzo delle tecnologie digitali gli investimenti – per 360 milioni di euro totale – rientranti nella seconda componente della Missione 3 (M3C2) riguardante Intermodalità e logistica integrata. Nello specifico, ci saranno 250 milioni di euro per la digitalizzazione della catena logistica e 110 milioni di euro per l’innovazione digitale dei sistemi aeroportuali. (FN)

di Francesco Nariello

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