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28 Maggio 2020

Bonus 110%, Ance: più certezza su tempi e liquidità del credito

di Redazione OAR

Uno strumento importante per il rilancio dell’economia attraverso una spinta alla ripartenza dell’edilizia. Il quale, tuttavia, per produrre gli effetti desiderati, avrà bisogno di una messa a punto su alcuni punti chiave: tempistiche estese, maggiori garanzie sulla cedibilità del credito d’imposta, massima semplificazione procedurale, ampliamento della platea dei beneficiari.

È questa – per sommi capi – la lettura data dalle imprese di costruzione, ma anche dal mondo bancario e assicurativo, al nuovo bonus per interventi in ambito di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, che prevede un incremento dell’aliquota di detrazione al 110% per spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021. L’agevolazione – introdotta dal decreto Rilancio e utilizzabile da condomini, persone fisiche per edifici unifamiliari, ma anche istituti case popolari (Iacp) e cooperative di abitazione a proprietà indivisa – conta su una fruibilità in cinque rate con possibilità di decidere per la cessione o lo sconto in fattura per la detrazione corrispondente.

A fare il punto sulla misura varata dal Governo è stato, ieri, il seminario online organizzato dall’Ance, trasmesso su sito e canali social dell’associazione, durante il quale sono stati messi in luce i punti di forza ma anche le criticità del nuovo eco-sisma-bonus.

Si tratta di un provvedimento «strategico per la ripresa – ha detto Gabriele Buia, presidente Ance -:  nell’iter per la conversione, tuttavia, occorrerà la collaborazione di tutti gli attori coinvolti per introdurre le semplificazioni necessarie e dare i chiarimenti richiesti». Quindi, innanzitutto: «Certezze per chi riceve il credito, per garantire – senza intoppi – la liquidità prevista per le imprese. Regole semplici affinché l’incentivo produca effetti rapidamente. E, per quanto riguarda la durata: il bonus, per essere davvero efficace, dovrebbe essere utilizzabile almeno fino al 2023».

Ad un investimento «così importante da parte dello Stato – ha sottolineato Riccardo Fraccaro, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri – dovranno corrispondere risultati reali ed evidenti in termini di efficientamento energetico e miglioramento sismico», i due obiettivi primari del provvedimento. «Speriamo – ha proseguito – che per gli interventi da realizzare non si punti sulle marginalità e che si progetti al massimo della capacità tecnica. Per il funzionamento virtuoso del sistema, inoltre, sarà fondamentale il ruolo dei controlli: bisogna evitare abusi diffusi. Per questo sono stati introdotti requisiti di asseverazione stringenti da parte dei tecnici competenti». Si sta lavorando, ha aggiunto infine Fraccaro, alla creazione di «un portale unico per operatori, tecnici, cittadini» – dove inserire faq e linee guida per usufruire del superbonus, caricare documenti e ottenere risposte – e, in prospettiva, a una possibile «estensione della misura ad altri beneficiari, come società e alberghi».

La chiave di lettura primaria del provvedimento, obiettivo dell’articolo 119 del decreto Rilancio, ha chiarito Enrico Esposito, capo ufficio legislativo del ministero della Sviluppo economico, «è l’efficientamento energetico, da raggiungere attraverso strumenti di politica economica come l’investimento sul rilancio dell’edilizia e sul patrimonio immobiliare, prima ricchezza degli italiani. La ripresa dell’edilizia, poi, avrà un effetto moltiplicatore sulla filiera».

Una delle principali novità del sistema incentivante, ha spiegato Raffaele Russo, senior advisor del ministero dell’Economia e delle Finanze, «è l’estensione della la cedibiità del credito d’imposta ottenuto attraverso il bonus anche a banche ed assicurazioni», rimarcando come «nel caso in cui si accerti che il beneficio non fosse dovuto, la responsabilità ricadrebbe esclusivamente in capo al soggetto cedente e non al cessionario».

Un tema su cui, in ogni caso, sono puntati riflettori dei sistemi bancario e assicurativo – rappresentati al webinar da Gianfranco Torriero, vicedirettore generale Abi, e Umberto Guidoni, direttore Area business Ania – che chiedono ulteriori chiarimenti e maggiori certezze sul titolo giuridico che potrà essere ceduto a istituti di credito e compagnia assicurative: tassello fondamentale «affinché il superbonus possa effettivamente garantire nuova liquidità alle imprese di costruzione». Sul fronte assicurativo, infine, è emerso l’obiettivo di proporre nuove forme di tutela, con un profilo di rischio diverso, per i professionisti chiamati ad asseverare, sotto a propria responsabilità, gli interventi previsti dal bonus fiscale.

(FN)

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