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30 Dicembre 2022

Dalle varianti alla rigenerazione urbana: le competenze urbanistiche passano a Roma Capitale

Il convegno alla Regione Lazio dopo il trasferimento dei poteri – Il presidente OAR, Alessandro Panci:  “Ben vengano le semplificazioni ma occorre intervenire sulle carenze di personale dell’amministrazione capitolina. Fari accesi su tempistiche e qualità dei progetti”

di Redazione OAR

Varianti e strumenti attuativi, rigenerazione urbana, funzioni in tema di valutazione ambientale strategica e piano parcheggi. Sono solo alcune delle competenze urbanistiche che la Regione Lazio ha trasferito a Roma Capitale – approvate con il collegato al bilancio di ottobre e rese operative negli scorsi giorni con la sottoscrizione delle specifiche convenzioni – con l’obiettivo di semplificare e snellire le procedure, riducendo le tempistiche, per rispondere ad esigenze sempre più urgenti sul fronte della pianificazione e trasformazione urbana sul territorio capitolino. Se ne è parlato ieri – 29 dicembre – alla Regione Lazio, in occasione del convegno «Cosa succede in città – Nuovi scenari per le trasformazioni urbane a seguito del trasferimento da parte della Regione Lazio di competenze e poteri a Roma Capitale», alla presenza – tra gli altri, dell’assessore regionale all’Urbanistica e alle Politiche abitative,, Massimiliano Valeriani, e dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, e al quale sono stati invitati rappresentati del mondo delle professioni (architetti e ingegneri), delle imprese (Acer) e della politica.

All’evento ha partecipato Alessandro Panci, presidente OAR, ricordando come i temi della semplificazione e dello snellimento delle procedure siano cruciali per il futuro della città – anche in vista delle sfide dei prossimi anni: dal Pnrr al Giubileo, fino alla prospettiva di Expo 2030 -, ma presuppongono anche lo scioglimento di nodi che frenano da sempre la macchina amministrativa: a partire dalla cronica carenza di personale. Roma deve essere ambiziosa – ha detto- perché sulla Capitale c’è un’attenzione che mancava da oltre quindici anni. Il passaggio di molte competenze urbanistiche al Campidoglio potrà velocizzare le tempistiche favorendo finalmente l’effettiva realizzazione di ciò che viene progettato. Non mancano tuttavia le preoccupazioni: in primis riguardo alla carenza di personale che caratterizza la struttura di Roma Capitale su cui, auspichiamo, si possa intervenire in tempi spediti». L’obiettivo, ha rimarcato Panci – «è realizzare le opere in tempi ragionevoli guardando sempre – e soprattutto – alla qualità del progetto. Semplificare non significa correre o saltare passaggi chiave. Speriamo che la Regione, in futuro, porti avanti il lavoro sulla legge urbanistica unica». Gli ordini professionali, ha proseguito, «possono essere una garanzia per i cittadini nel momento in cui gli iscritti all’albo abbiano delle certezze su cui fare affidamento». L’OAR, ha ribadito, «promuove la semplificazione con un’attenzione prioritaria al tema della qualità»: ne sono esempi il forte impegno per i concorsi di progettazione – si pensi al Museo della Scienza -, strumenti che garantiscono la trasparenza delle procedure, ma anche per la creazione di un Urban Center di Roma come luogo in cui possano trovare spazio le ‘visioni’ per la città.

Il trasferimento da parte della Regione Lazio di competenze in materia urbanistica a Roma Capitale è un atto importante, che può cambiare il corso delle cose nei prossimi anni», ha detto Massimiliano Valeriani, assessore regionale all’Urbanistica e alle Politiche abitative. Si tratta, dunque, «di un grande elemento di svolta», ha continuato, sottolineando come le competenze siano già in capo a Roma Capitale – «visto che ieri, 28 dicembre, sono state formalmente sottoscritte le convezioni in merito» – e citando  i principali «poteri» trasferiti dalla Regione al Campidoglio. Tra le attribuzioni date a Roma ha citato innanzitutto «le varianti; i piani attuativi – ha aggiunto – non sono più sottoposti a doppio passaggio Comune-Regione fino a chiusura di un testo uniforme; abbiamo dato l’esclusività per i piani di rigenerazione urbana; approvazione in autonomia del regolamento edilizio; pianificazione, approvazione e attuazione del piano parcheggi; attribuite le Vas di tutte le varianti e degli strumenti attuativi citati». Il punto fondamentale – ha chiarito Valeriani – è il guadagno in termini di tempistica: sulle varianti, se tutto fila liscio, ci saranno dodici mesi di ‘risparmio’, ma in caso di problemi nell’iter si potrà guadagnare fino a cinque anni; sui programmi integrati si risparmieranno da quattro mesi ad un anno; sulla rigenerazione urbana fino a otto mesi e su tutti gli strumenti attuativi dai quattro mesi a un anno. Il fattore tempo è cruciale: Roma ha bisogno di correre, la Regione ha dato un contributo, ora lo Stato deve mettere qualcosa in più per sostenere la Capitale».

A sottolineare le opportunità per Roma di cogliere le sfide del futuro, «pur dovendo affrontare problemi strutturali in termini di personale e procedurali», è stato Maurizio Veloccia, assessore capitolino all’Urbanistica. «Nella Capitale potranno atterrare nei prossimi anni tanti investimenti se riusciremo a ridurre i tempi e ridare le certezze procedurali che finora sono mancate». Nell’ultimo anno, rimarca invece l’assessore «abbiamo gettato i semi per far ripartire la città secondo specifici assi. La semplificazione, in termini procedurali, di cui si parla oggi, ma anche sul fronte delle norme tecniche di attuazione. La modernizzazione: dalla prospettiva ambiziosa dell’Expo al Rome Technopole a Pietralata, per un modello di sviluppo legato ai temi della cultura, della conoscenza e della ricerca scientifica che si ritrova anche nel lancio del concorso internazionale per il Museo della Scienza. L’idea di fare atterrare grandi progetti coniugandoli con la risoluzione di problemi: si pensi al quadrante Est di roma, a Tor Vergata o ad Ostia. Gli interventi per rendere Roma città più giusta, più unita, con meno differenze, a partire dal tema periferie: a novembre abbiamo individuato progetti per 330 milioni di euro da destinare, in sinergia con la Regione, a Santa Maria della Pietà, Corviale, Tor Bella Monaca». I prossimi anni, ha concluso, «potranno rimettere Roma al centro del scacchiere nazionale». (FN)

di Francesco Nariello

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