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10 Giugno 2020

Riflessioni e richieste alla proposta di riforma dell’Ordinamento – Ordine di Roma

A seguire la lettera dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia,  condivisa con altri Ordini italiani,  in risposta alla richiesta di contributi del CNAPPC per condividere il percorso di modifica dell’Ordinamento professionale (vedi circolare cnappc)

5 giugno 2020

Caro Presidente e cari Consiglieri del CNAPPC


Riflessioni e richieste alla proposta di riforma dell’Ordinamento


La proposta del gruppo operativo “Ordinamento” presso il CNAPPC della nuova legge professionale ambisce a cogliere l’elemento centrale e strategico di valorizzazione del ruolo sociale dell’architetto pianificatore
paesaggista e conservatore e richiede alla nostra comunità di diventare protagonista nel governare il cambiamento indispensabile alla definizione di una figura professionale capace di cogliere le sfide e opportunità in costante trasformazione.
La nostra professione è stata istituita dalla Legge 24.6.1923 n. 1395 e regolata dal Regio Decreto 23.10.1925 m. 2537 e da un insieme molto articolato di ulteriori testi di legge innovativi ed integrativi, tra i quali spiccano il DPR 5.6.2001 n. 328 e il DPR 7.8.2012 n. 137. Obiettivo deve essere definire una visione innovativa e sintetica, che sappia interpretare e rispondere alle richieste della professione mantenendo e sviluppando le
nostre competenze specifiche.
Siamo grati al gruppo operativo per il lavoro svolto con la consulenza dei qualificati giuristi che lo hanno affiancato. La proposta redatta affronta alcuni nodi dell’Ordinamento e ha il merito di suscitare presso gli
Ordini una riflessione sistematica e complessiva.
Gli interventi avvenuti nel corso della Conferenza dei Presidenti dello scorso 22 maggio hanno in modo corale e sostanzialmente unanime riconosciuto questi aspetti, evidenziando al contempo la necessità di rivedere la calendarizzazione proposta e l’urgenza di una condivisione del percorso intrapreso, proprio in virtù dell’importanza cruciale per la nostra professione che la riforma deve avere.
Gli interventi hanno evidenziato la necessità di uno studio dei nostri territori, volto a descrivere come la professione si stia evolvendo e a costruire un modello capace di coniugare il valore sociale della professione
e l’agire nel mercato. Alcuni Ordini hanno da tempo iniziato questo percorso, incontrando studi professionali, associazioni, società che hanno sottoposto necessità e proposte che devono essere messe a sistema.
Per questo percorso è indispensabile la condivisione da subito dei pianificatori, paesaggisti e dei conservatori, titolari di diritti di legge: essi sono parte costitutiva dei nostri Ordini, insostituibili per garantire l’evoluzione della nostra professione tra visione olistica e progressiva specializzazione delle competenze.
Risulta inoltre indispensabile un percorso di confronto propedeutico con il Governo e la politica, nonché con le professioni tecniche, le Università, che da subito devono essere coinvolte perché il lavoro in atto possa avere successo, in modo da porre le basi a un processo di mediazione e condivisione necessario per il buon esito della riforma.
È emersa inoltre l’esigenza di un testo che si caratterizzi per chiarezza, che sappia affrontare i principi fondamentali, che ampli le nostre competenze a partire da quelle irrinunciabili a noi già riservate per legge e che non appesantisca con ulteriori adempimenti burocratici il governo della nostra professione. In questa direzione potrebbero essere omesse dal testo di riforma le parti relative all’organizzazione degli Ordini, delle Conferenze e del Congresso, elementi comunque da analizzare immediatamente, che potrebbero essere meglio definiti in Regolamenti attuativi determinati dalla nostra categoria e non affidati al Legislatore.

Richiediamo perciò che sia ripensata la road map definita, sospendendo l’attività di esegesi analitica del lungo articolato del testo, che non consente la necessaria condivisione dei principi fondativi, per dare inizio ad una
riflessione che identifichi gli obiettivi e i cardini fondamentali richiesti per una riforma realmente efficace e che possa avere speranze di attuazione.
Di conseguenza si chiede di riprogrammare la calendarizzazione al termine di questa fase di discussione, che i sottoscrittori si impegnano a promuovere fin da subito.


Con l’augurio di buon lavoro a tutti


I Presidenti
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Arezzo
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Belluno
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Benevento
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Bergamo
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Bologna
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Brescia
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Brindisi
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Cagliari
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Campobasso
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Como
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Cremona
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Crotone
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Firenze
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Lecco
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Livorno
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Lodi
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Macerata
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Mantova
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano
dell’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Nuoro
dell’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Oristano
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Palermo
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Parma
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Pavia
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Pisa
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Reggio Calabria
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Rieti
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Rimini
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Salerno
dell’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Sassari
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Sondrio
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Trapani
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Vibo Valentia
dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Viterbo
il Consiglio dell’’Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Catania
la Consulta Lombarda degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
la Federazione Regionale Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Sardegna

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