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05 Maggio 2021

L’Edilizia nella recente evoluzione normativa. Dalla Semplificazione alla Dematerializzazione e Innovazione digitale – di Vito Rocco Panetta

Il termine chiave che ricorre in ogni provvedimento legislativo negli ultimi dieci anni, a volte anche abusato, è “Semplificazione”. Spesso però i risultati programmatici di detti provvedimenti legislativi non sono stati pari alle reali attese. Molte volte il legislatore ha operato tra Semplificazione e/o Liberalizzazione, senza mai discernere una vera linea di demarcazione tra le due finalità. Diversi provvedimenti dedicati al settore edilizio sono stati varati come “misure emergenziali” ed aventi, a volte, carattere “derogatorio”, rispetto alle norme ordinarie, e come tali caratterizzati dall’avere validità a tempo determinato. Si pensi al c.d. Piano Casa – intesa sottoscritta da Stato, Regioni ed Enti Locali il 31/03/2009, quale “Misure urgenti per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia”, sfociata con provvedimenti a macchia di leopardo con Leggi Regionali, ormai decadute –, ovvero alle misure urgenti emanate a sostegno del lavoro e dell’economia connesse all’emergenza epidemiologia in corso, denominata COVID-19 (Legge 17/07/2020, n.77), ecc. Tutte iniziative, che proprio per la loro caratterizzazione emergenziale non sono più sufficienti per risolvere le problematiche connesse all’attività edilizia, che come noto costituisce uno dei settori più importanti e strategici per il rilancio economico del Paese, che necessita non più di norme “tampone” ma di norme “ordinarie” a “regime” e “coordinate”, con effetti di media e lunga durata.


La normativa di settore che si é susseguita negli ultimi dieci anni è caratterizzata da “slogan” coniati per un effetto comunicativo (Decreti e/o Leggi contrassegnate dalle terminologie “Sviluppo”, “Sviluppo-bis”, “Fare”, “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “Sblocca Italia, “Semplificazione”, “Innovazione Digitale”, “Rilancio”, ecc.), i cui risultati sono evidenti e ben noti a tutti. Anche se i citati provvedimenti contengono finalità e obiettivi, in astratto, condivisibili, la gran parte di essi hanno concepito la Semplificazione solo come una riduzione dei tempi procedurali, lasciando invariate le incombenze burocratiche, a volte spostandole dal cittadino, quale utente, agli incaricati di un servizio di pubblica necessità (Liberi Professionisti), o alla Pubblica Amministrazione; quest’ultima vittima di sé stessa in quanto nella maggior parte dei casi impossibilitata e/o impreparata ad interpretare il reale momento storico. Il tutto corroborato sia dalla mancata formazione del personale in servizio presso la P.A., sia dalla difficile formazione dei soggetti incaricati di un servizio di pubblica necessità. La prima origina una P.A. poco autorevole e meno efficiente, la seconda  caratterizza Liberi Professionisti cui è stata demandata maggiore responsabilità, sottesa all’istituto dell’autocertificazione non solo di atti certi ed oggettivi (come dati connessi al regime della proprietà, personali, catastali, destinazioni urbanistiche, ecc.), ma molto spesso riferibili all’applicazione di norme di fatto complesse, spesso troppo interpretabili e a volte contraddittorie, in quanto figlie di provvedimenti legislativi plurimi riguardanti questioni puntuali che però nel complesso hanno avuto ricadute sulla restante parte del quadro legislativo che non è stato adeguato.


A partire dall’anno 2017 la crisi economica ha colpito un po’ tutti i settori, salvo quello che produce le “norme”: anzi nel caso di specie c’è stata una ipertrofia legislativa; la fabbrica della filiera normativa non ha mai registrato una flessione, che per paradosso ha prodotto maggiori complicazioni, dovendo ormai “semplificare la semplificazione” con circolari, interpelli, ecc., i cui testi sono di gran lunga stesura rispetto alla norma originaria. È come sostenere che in natura possa esistere un figlio più grande del genitore. Sicuramente c’è la necessità di avere un Testo Unico in materia Edilizia (oggi T.U.E. – d.P.R. 380/2001), dotato di organicità e sistematicità, caratteristiche che hanno contraddistinto solo la fase di prima applicazione del T.U.E., che con il tempo le ha perse proprio a causa di interventi e modifiche spot. L’auspicio è che venga approvato quanto prima il Nuovo Testo sulle Costruzioni che contempla in maniera armonica le norme sull’edilizia, sul risparmio energetico, sulla sostenibilità ambientale, sull’universal design, sulla sicurezza, ecc.  


La stagione connotata dall’esigenza di omogeneizzare i procedimenti attraverso le c.d. “Modulistiche unificate a livello nazionale” e di ridurne i tempi, è ormai passata. Oggi più che mai c’è la necessità di rimodernizzare la P.A., che dovrà partire da una situazione reale e non utopica. Tale rinnovamento deve passare necessariamente attraverso la digitalizzazione e dematerializzazione degli atti (gestione degli archivi da cartacei ad archivi informatizzati), un passaggio fondamentale che va dall’analogico al digitale, che deve interessare altresì la messa a regime delle procedure telematiche in modalità interconnessa tra le varie PP.AA. coinvolte in un medesimo procedimento.

In tal senso un intervento dello Stato centrale è fondamentale, per esempio creando una piattaforma unica a livello nazionale con la quale gestire lo Sportello Unico per l’Edilizia in modalità Telematica (SUET), che processi le “Modulistiche Unificate” esistenti, lasciando la possibilità residuale di interventi minimi alle realtà locali per eventuali e particolari adeguamenti relativi a fattispecie strettamente connesse allo specifico territorio.
I diversi Enti a vario titolo coinvolti ratione materiae, dovrebbero sensibilizzare la propria azione strategica amministrativa, in maniera più incisiva sull’innovazione digitale stanziando nei propri bilanci, fondi appositamente dedicati, tale da agevolare attraverso il digitale e le modalità telematiche, forme di lavoro con approcci più moderni, come quella del “Lavoro Agile”, non più legata alla sola presenza fisica del dipendente ma alla produttività effettiva, con il raggiungimento di obiettivi prefissati, che devono tendere a migliorare i servizi al cittadino nell’ottica dell’user-centered design.

Vito Rocco Panetta

Architetto

Consigliere Ordine Architetti P.P.C. di Roma e Provincia

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