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01 Settembre 2022

CAN – Competition Architecture Network, la nuova piattaforma telematica dell’OAR per i concorsi di progettazione

I principi cardine: massima apertura, ampia partecipazione, qualità dei progetti. Il lancio nelle prossime settimane. Online il primo bando che ne anticipa il funzionamento

di Redazione OAR

Favorire la massima apertura e la più ampia partecipazione alle procedure concorsuali a garanzia della qualità dei progetti. Declinando il più possibile tali principi attraverso specifici «cardini»: dallo svincolo dai «requisiti speciali» per la partecipazione al bando all’affidamento al vincitore del concorso di tutti i servizi di progettazione, incluse direzione lavori e sicurezza, fino alla nomina «anticipata» della giuria, a prima della chiusura del primo grado. Sono alcuni dei temi chiave su cui si fonda CAN – Competition Architecture Network, la nuova piattaforma telematica pensata e messa a punto dall’Ordine degli Architetti di Roma per supportare le stazioni appaltanti nell’organizzare, gestire ed espletare i concorsi di progettazione.

CAN sarà online, con tutte le sue funzionalità, nelle prossime settimane, ma è già entrata nella fase operativa con la pubblicazione, negli scorsi giorni, del primo concorso – relativo alrecupero e valorizzazione di alcune parti (secondo piano e torre circolare) del Castello ducale Orsini-Ottoboni a Fiano Romano (qui i dettagli: LINK) -, che rappresenta una sorta di anticipazione sul funzionamento della nuova piattaforma, sulla sua interfaccia grafica e su come saranno sviluppate su di essa le procedure concorsuali.

L’obiettivo della piattaforma, afferma Claudia Ricciardi, consigliera OAR delegata ai Concorsi, «è di spostare sempre di più l’attenzione sulla qualità dei progetti, il vero valore aggiunto che il concorso di progettazione è in grado di offrire in quanto strumento privilegiato per portare avanti i processi di trasformazione delle città e del territorio. Il nome stesso dato alla piattaforma – CAN – restituisce l’idea delle potenzialità offerte dallutilizzo della procedura concorsuale come buona pratica, dell’opportunità di poter fare, di poter cambiare, di potere intervenire sul tessuto cittadino e sugli spazi pubblici».

Oltre a mettere a disposizione la piattaforma digitale a supporto di organizzazione e gestione dei concorsi, l’OAR ha elaborato un bando tipo, «strutturato – spiega Ricciardi – in base ad alcuni elementi fortemente caratterizzanti, che l’Ordine promuove con decisione anche attraverso un’attività continua di interlocuzione e dialogo con le stazioni appaltanti».

Tra i «cardini» individuati c’è l’affidamento al vincitore del concorso, oltre che delle successive fasi di progettazione, anche degli incarichi di direzione lavori e sicurezza: «è chi ha presentato la migliore proposta progettuale, infatti, che può modificare o adattare al meglio il proprio progetto, anche elaborando specifiche varianti, in base a esigenze emerse in corso d’opera».  Altro tema è la nomina della giuria, «la cui qualità è garanzia di bontà della procedura e che dovrebbe essere indicata, in anticipo rispetto a quanto avviene di consueto, prima della chiusura del primo grado». Infine, c’è l’impegno a eliminare i cosiddetti «requisiti speciali», il cui possesso è spesso richiesto nei bandi – sia a monte, per partecipare agli stessi, che a valle, per ottenere l’incarico: si tratta di solito di requisiti in termini di fatturato o di esperienza nella realizzazione di opere similari a quelle oggetto del concorso, che limitano – di fatto – la più ampia partecipazione alle procedure. «Riteniamo – precisa la consigliera OAR – «che la vera garanzia di qualità per la realizzazione delle opere debba essere la vittoria stessa del concorso con il progetto migliore».

La nuova piattaforma OAR, conclude Ricciardi, «punta a rendere il più possibile semplice e snella la partecipazione ai concorsi di progettazione, attraverso un modello flessibile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze». L’Ordine di Roma garantirà alle stazioni appaltanti un supporto in ogni fase della procedura – dalla stesura del disciplinare all’assistenza alla prima e alla seconda fase del concorso, fino alle risposte agli eventuali quesiti; allo stesso tempo, sulla pagina web di ciascun concorso, tutti i documenti e le informazioni utili per i partecipanti saranno visibili e facilmente reperibili. L’intenzione, in prospettiva, è inoltre di istituire un osservatorio sul post-concorso, «con monitoraggio e aggiornamento sulle fasi successive alla chiusura della procedura concorsuale, dopo la proclamazione del vincitore, a partire dall’avanzamento delle progettazioni definitiva ed esecutiva». 

Continua a svilupparsi, intanto, la strategia messa in campo dall’Ordine degli Architetti Roma, per promuovere e accrescere il ricorso ai concorsi di progettazione, che si muove su un doppio binario (LINK): l’impegno attivo, da una parte, per mettere in moto nuove procedure concorsuali sul territorio, attraverso la firma di specifici protocolli che prevedano supporto e coordinamento da parte dell’OAR (qui un esempio: LINK), e – dall’altra – la promozione in termini culturali dello strumento del concorso di progettazione con procedura aperta in due gradi, stimolando un dibattito attivo con il lancio di iniziative di vario genere, dalle mostre a convegni ed eventi.

Si inserisce in questo secondo filone il percorso della mostra itinerante «Traiettorie», che presenta i progetti di tutti i finalisti dei concorsi di progettazione realizzati negli ultimi anni a Roma con il supporto dell’OAR (leggi qui: LINK). Dopo il debutto a Velletri, a gennaio, la mostra è approdata al Castello di Santa Severa, a maggio, per poi giungere nella Capitale in occasione di FAR, il Festival dell’Architettura di Roma, lo scorso giugno. In autunno la prossima tappa a Zagarolo. (FN)

di Francesco Nariello
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