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Architettura
22 Gennaio 2024

Il ruolo della committenza nel progetto di architettura: l’esperienza del premio Dedalo Minosse

Il convegno dell’OAR dedicato al riconoscimento assegnato da Ala, con la presentazione di opere premiate di architetti romani/laziali e realizzate in Italia e nel mondo, o da team di progettisti nazionali/internazionali e localizzate sul territorio capitolino/laziale - Tra gli studi presenti: Studio Fuksas, Labics, Richard Meier & Partners Architects, Studio Schiattarella Associati, Sergio Bianchi, SET Architects, T-Studio, Studio Valle Progettazioni Architects

Pubblica o privata. «Illuminata», determinata nelle scelte e negli obiettivi, capace di instaurare un rapporto virtuoso di dialogo e confronto con progettisti, imprese e amministrazioni coinvolti nei processi di ideazione e realizzazione di un’opera. Oppure no. Il ruolo della committenza è – ed è sempre stato – un tassello fondamentale per la buona riuscita (o meno) di un progetto e rappresenta un fattore cruciale per la promozione di architetture di qualità. Ed è proprio ai committenti che – dal 1997, anno della sua fondazione – si rivolge il premio internazionale Dedalo Minosse, riconoscimento biennale promosso da ALA – Assoarchitetti e dalla Regione del Veneto. Giunto alla sua tredicesima edizione – la cui cerimonia conclusiva è programmata per l’autunno/inverno 2024 – il premio, con le esperienze cui ha dato vita, è stato al centro del convegno «Il ruolo della committenza nel progetto di architettura», organizzato dall’OAR, che ha presentato una rassegna ragionata di opere premiate negli anni passati, progettate da architetti romani/laziali e realizzate in Italia e nel mondo oppure da studi nazionali/internazionali e localizzate sul territorio capitolino o laziale, alla presenza di rappresentanti degli studi coinvolti, tra i quali: Studio Fuksas, Labics, Richard Meier & Partners Architects, Studio Schiattarella Associati, Sergio Bianchi, SET Architects, T-Studio, Studio Valle Progettazioni Architects. Un appuntamento che è anche stato una sorta di tributo al supporto che l’Ordine di Roma ha dato, sin dall’inizio, all’iniziativa nata a Vicenza e celebrata nei luoghi simbolo del Palladio.

Il convegno – che si è avvalso del coordinamento scientifico di Emma Tagliacollo, referente del percorso formativo Storia e Critica del Ctf OAR – è stato introdotto dal presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, Alessandro Panci, che si è soffermato sulla «unicità» del Premio Dedalo Minosse, esperienza che – ha detto – «è in grado di promuovere la qualità dell’architettura, ponendo l’accento sull’intero processo progettuale e costruttivo e sulle figure che determinano la buona riuscita di un’opera: l’architetto e il committente, con – al loro fianco – le imprese esecutrici e le pubbliche amministrazioni (i decisori). Dialogo, collaborazione e unione di intenti tra questi soggetti sono elementi che determinano il successo di un intervento e, soprattutto, la possibilità di garantire la qualità del progetto architettonico». Il premio, inoltre – ha concluso – «svolge un altro ruolo fondamentale: quello di sensibilizzare e coinvolgere sempre più i committenti, e non solo, comunicando e facendo comprendere a tutti il valore, in termini qualitativi, della condivisione di obiettivi ed esigenze tra gli attori coinvolti».

Lo stretto e storico legame tra il Dedalo Minosse e Roma, e in particolare con l’OAR e la sua sede – la Casa dell’Architettura -, è stato rimarcato da Bruno Gabbiani, presidente di Ala, associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani, e artefice del premio: «Qui – ha ricordato – più di venti anni fa, nel 2003, in occasione della sua inaugurazione, si svolse una cerimonia del nostro premio che registrò la partecipazione di oltre 600 architetti. Da allora abbiamo sempre avuto ospitalità e una costante attenzione. Il presidente dell’Ordine di Roma è componente di diritto del comitato scientifico Dedalo Minosse. Nostro obiettivo, a chiusura della tredicesima edizione del riconoscimento, è di ritornare alla Casa dell’Architettura, celebrando un architetti romano, Piero Sartogo, scomparso lo scorso anno, che ha ricevuto due volte il premio: per l’Ambasciata italiana a Washington e per la Chiesa Parrocchiale del Santo Volto di Gesù, a Roma». Il compito di Ala, «oltre che monitorare il quadro normativo entro cui si svolge la libera professione, avanzando proposte utili all’attività dei professionisti – ha aggiunto Gabbiani – è anche di agire sul fronte culturale: è questo l’obiettivo del Dedalo Minosse, che premia la committenza, promuovendo indirettamente la professionalità di architetti e ingegneri, e che già a partire dalle prime edizioni si è guadagnato una riconoscibilità e un prestigio di livello internazionale».

A concludere la prima fase del convegno sono stati gli interventi e le riflessioni, tra gli altri, di  Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Andrea De Maio, presidente della Fondazione Inarcassa e Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni. Lisa Borinato, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Vicenza ha ricordato l’impronta palladiana sulla città veneta e sullo stesso premio Dedalo Minosse («la storia palladiana – ha detto – è strettamente correlata alla storia della committenza»), i cui momenti chiave si svolgono in luoghi simbolo come il Teatro Olimpico e la Basilica palladiana. Claudia Ricciardi, consigliere OAR, delegata ai concorsi, ha sottolineato l’importanza di un premio che valorizzi la qualità degli esiti progettuali, mettendo in luce il ruolo della committenza («sono i committenti – ha poi aggiunto – a scegliere lo strumento con cui selezionare il progetto migliore: tra questi, il concorso di progettazione, che garantisce il più ampio confronto qualitativo tra le proposte progettuali»).  

Prima della presentazione da parte dei progettisti delle opere selezionate, è stata Emma Tagliacollo, coordinatrice scientifica del convegno e referente del percorso formativo Storia e Critica del Ctf OAR, a riflettere sul tema chiave della giornata: «La qualità dell’architettura – ha spiegato – concorre alla felicità di ognuno di noi. Per parlare di questo tema, troppo spesso trattato in modo semplicistico, è necessario considerare due ambiti: il processo progettuale e quello costruttivo. È qui, infatti, che agiscono insieme l’architetto, la committenza – pubblica o privata che sia – e l’impresa. Ed è in riferimento a queste fasi che bisogna interrogarsi su quale tipo di architettura possa essere fatta per migliorare il senso della vita in comunità. Su quale sia la domanda sociale che riguarda l’architettura». Nel rapporto e nel dialogo, in primis, tra il committente (con le sue esigenze) e l’architetto (con le sue proposte progettuali), nascono, dunque, le risposte date – di volta in volta – a queste domande. Tenendo conto, a seconda dei casi, «di aspetti come il valore dello spazio pubblico o il miglioramento dei luoghi in cui viviamo, periferie incluse». Non tutte le committenze – osserva Tagliacollo – «sono illuminate e non sempre si vive un nuovo rinascimento». Osservando una rassegna di opere che hanno ottenuto il premio Dedalo Minosse, «come quelle presentate oggi», è possibile comprendere meglio la «negoziazione» che caratterizza il rapporto tra professionista e committente.

Opere e committenti: la parola ai progettisti

A seguire le opere presentate, accompagnate da brevi video interviste agli architetti rappresentanti dei team di progettazione che ne hanno raccontato la realizzazione, soffermandosi sul ruolo che – nei diversi casi – ha avuto la committenza, sia pubblica che privata.

Nardini Centro Ricerche e Auditorium; Committente: Bortolo Nardini SPA – Giuseppe Nardini, presidente; Progettista: Studio Fuksas; Realizzazione: 2004, Bassano del Grappa, Vicenza, Italia.

Giovanni Podestà – Studio Fuksas: «Quando coinvolgimento da parte del committente è non solo tecnico e finanziario ma anche emotivo»

Nido Scuola – Piscine Jacarandà; Committente: Scuola Innovativa s.r.l., Nicolas Barale; Progettista: Labics; Realizzazione: 2018, Milano, Italia.

Sara Sosio – Labics: «Quando la visione innovativa favorisce la trasformazione»

Parrocchia Dives in Misericordia e Centro Parrocchiale; Committente: Opera Romana per la preservazione della Fede e la Provvista di Nuove Chiese in Roma, Vicariato di Roma – Mons. Ernesto Mandara, segretario – Italcementi, main technical sponsor – Carlo Pesenti, co-general manager; Progettista: Richard Meier & Partners Architects; Realizzazione: 2003, Roma, Italia.

Nigel Ryan – Richard Meier & Partners Architects: «Dialogo e confronto per  realizzare un’opera complessa»

Riqualificazione del Piazzale della Libertà; Committente: Comune di Vacone; Progettista: Studio Schiattarella Associati; Realizzazione: 2016, Vacone, Rieti, Italia.

Amedeo Schiattarella – Schiattarella Associati: «Anche in una piccola dimensione pubblica è possibile recuperare l’identità, creando un luogo di magia»

Casa De Risi; Committente: Nicola De Risi; Progettista: Arch. Sergio Bianchi; Realizzazione: 2007, Bellegra (Roma), Italia.

Sergio Bianchi – Studio Bianchi Architettura: «Difficile trovare un committente illuminato come Nicola De Risi»

Memoriale della Shoah di Bologna; Committente: CEB, Comunità Ebraica di Bologna; Progettista: SET Architects; Realizzazione: 2016, Bologna, Italia.

Onorato Di Manno – Set Architects: «Capacità di coordinamento, determinazione e  comprensione del progetto: così la committenza può fare la differenza»

Palazzo del Consiglio Europeo; Committente: Consiglio Europeo; Progettista: Philippe Samyn and Partners architects & engineers, LEAD and design partners, Studio Valle Progettazioni Architects, Buro Happold engineers; Realizzazione: 2016, Bruxelles, Belgio.

Tommaso Valle – Studio Valle Progettazioni Architects: «L’esperienza in un ambiente di lavoro che facilità di rapporti tra professionisti, committenti e imprese»

(FN)

Video-interviste di Francesco Nariello – Montaggio e post produzione a cura di Giuseppe Felici

di Francesco Nariello

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