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31 Maggio 2021

Recovery/M5. Inclusione e infrastrutture sociali, coesione territoriale, politiche per il lavoro

di Redazione OAR

Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, piani urbani integrati e un programma innovativo per la qualità dell’abitare. Rafforzamento del ruolo dei servizi sociali territoriali come strumento di resilienza e sostegno a disabilità e marginalità sociale. Sono alcune delle misure della Missione 5 del Recovery Plan che avranno un impatto più rilevante sulle città con l’obiettivo di sostenere le fasce più vulnerabili della società e di riequilibrare le disparità tra territori, con focus su Mezzogiorno e aree interne. Parte rilevante di questo capitolo del Pnrr, inoltre, è rappresentato dalle politiche di sostegno all’occupazione: dalla formazione e riqualificazione dei lavoratori all’attenzione alla qualità dei posti di lavoro creati, fino al sostegno specifico all’imprenditorialità delle donne e un sistema di certificazione della parità di genere.

La dotazione complessiva a disposizione per la M5 – «Inclusione e Coesione» ammonta a oltre 29,6 miliardi di euro, di cui circa 19,8 miliardi riconducibili al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) mentre il resto provenienti dal programma React Eu (7,25 miliardi) e dal Fondo complementare (2,56). Sono tre le componenti in cui è strutturata al Missione 5: Politiche per il Lavoro (M5C1); Infrastrutture Sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore (M5C2); Interventi speciali per la Coesione Territoriale (M5C3).

A concentrare la quota maggiore delle risorse stanziate da Pnrr è proprio la seconda componente (M5C2), che potrà contare su 11,17 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi dedicati agli interventi sul fronte rigenerazione urbana e housing sociale. Gli obiettivi degli investimenti previsti in questo ambito si focalizzano, da una parte, sul miglioramento del «sistema di protezione e delle azioni di inclusione a favore di persone in condizioni di estrema emarginazione e di deprivazione abitativa attraverso una più ampia offerta di strutture e servizi anche temporanei»; e, dall’altra, sull’integrazione di «politiche e investimenti nazionali per garantire un approccio multiplo che riguardi la disponibilità di case pubbliche e private più accessibili, sia la rigenerazione urbana e territoriale. Altre misure (1,45 miliardi di euro) riguardano il rafforzamento del ruolo dei servizi sociali territoriali come strumento di resilienza, con particolare attenzione alla cura di famiglie, minori, anziani, disabili delle persone con disabilità. A completare il quadro le azioni per il riconoscimento del ruolo dello sport nell’inclusione e integrazione sociale (700 milioni).

Sono invece destinati ad interventi speciali per la coesione territoriale gli 1,98 miliardi di euro della terza componente (M5C3). Saranno finanziate, in questo caso, misure che puntano al rafforzamento della Strategia nazionale per le aree interne, «con misure a supporto del miglioramento dei livelli e della qualità dei servizi scolastici, sanitari e sociali»; alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie; al potenziamento degli strumenti di contrasto alla dispersione scolastica e dei servizi socio-educativi ai minori; e, ancora, alla «riattivazione dello sviluppo economico attraverso il miglioramento delle infrastrutture di servizio delle Aree Zes» (le Regioni del Sud) funzionali ad accrescere competitività delle aziende presenti e attrattività degli investimenti.

Il primo capitolo della Missione 5, infine, è incentrato sulle Politiche per il lavoro, con una serie di azioni di sostegno all’occupazione convergenti che spaziano dalla formazione e riqualificazione dei lavoratori all’attenzione alla qualità dei posti di lavoro creati, fino alla garanzia di reddito durante i passaggi (transizioni) occupazionali. Sulla prima componente (M5C1) sono impegnati oltre 6,6 miliardi del Pnrr, cui si aggiungono quasi 6 miliardi ulteriori dal React Eu.

Tra gli obiettivi: potenziare le politiche attive del mercato del lavoro (Almps) e la formazione professionale; rafforzare di Centri per l’Impiego (Public Employment Services – Pes); favorire la creazione di imprese femminili e l’introduzione della certificazione della parità di genere; promuovere l’acquisizione di nuove competenze da parte delle nuove generazioni (dal rafforzamento del «Sistema Duale» e dell’istituto dell’apprendistato, al potenziamento del «Servizio Civile Universale» tra i 18 e i 28 anni). (FN)

di Francesco Nariello

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