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22 Luglio 2022

Expo 2030 Roma. L’OAR agli Stati Generali: le idee degli iscritti per trasformare la Capitale

Annunciato un tavolo permanente con gli architetti – Architettura al centro: siglato accordo per il supporto ai concorsi di progettazione e per attivare il dibattito culturale sulla città e sul suo hinterland

di Redazione OAR

Un tavolo permanente sulla trasformazione urbana e un protocollo d’intesa per sostenere, tra l’altro, l’utilizzo dei concorsi di progettazione come strada maestra per l’affidamento degli incarichi per le opere da realizzare sul territorio cittadino. Ma anche un «patrimonio» di idee – proposte dagli studi di progettazione romani, in risposta alla call lanciata dall’OAR – sul futuro di Roma e della sua area metropolitana, in vista delle sfide che attendono la Capitale. Sono alcuni dei punti fermi da cui parte il coinvolgimento attivo dell’Ordine degli Architetti nel percorso di candidatura di Roma per Expo 2030. Ieri, 21 luglio, si sono svolti gli «Stati Generali», appuntamento dedicato a illustrare motivazioni e finalità del progetto con il quale la Capitale si presenta sul palcoscenico internazionale per aggiudicarsi l’organizzazione dell’Esposizione Universale. 

La giornata si è sviluppata attraverso un tavolo istituzionale, che si svolto al Campidoglio, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e del presidente del Comitato Promotore, Ambasciatore Giampiero Massolo – e cinque tavoli tematici contemporanei distribuiti sul territorio: uno di questi, presso le Vele di Calatrava, evocativa opera incompiuta della Capitale, si è incentrato su «Architettura e Urbanistica». L’incontro è stato presieduto dall’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia e da Alessandro Panci, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, con la moderazione di Matteo Gatto, direttore tecnico Expo Roma 2030. Gli Stati Generali sono stati il primo passo in vista della definizione del dossier di candidatura che il Comitato promotore consegnerà il prossimo 7 settembre.

Proprio in considerazione dei tempi stretti entro i quali dovrà essere predisposto il programma per la candidatura, la riflessione del presidente OAR, Alessandro Panci, non è potuta che partire da una domanda: «Cade il Governo Draghi, ma cosa accadrà adesso dei tanti i progetti in corso a Roma e in Italia?». Proprio oggi – ha continuato – «si sono tenuti gli Stati Generali Expo 2030, una grande opportunità. Noi architetti della Capitale auspichiamo che gli eventi delle ultime ore non condizionino il percorso avviato verso le grandi sfide che attendono la città». Si sta aprendo, infatti- ha aggiunto il presidente – «una stagione che nei prossimi anni vedrà Roma e il suo hinterland al centro di importanti eventi che potranno contribuire al rinnovamento delle infrastrutture, del sistema dellaccoglienza, degli spazi per il tempo libero: i prossimi europei di nuoto, la Rider Cup, il Giubileo 2025, i finanziamenti in arrivo dal Pnrr. L’obiettivo non deve essere solo rispettare delle scadenze, ma definire tempistiche e modalità, verificando le condizioni e comprendendo le esigenze della città, affinché le opere messe in campo portino un ritorno economico e migliorino davvero la qualità della vita futura sul territorio capitolino».

Il presidente OAR ha poi declinato, nel concreto, l’apporto che l’Ordine degli architetti ha inteso  offrire – sin da ora – per indirizzare il futuro della città, presentando il patrimonio di idee e progetti ricevuti dagli iscritti che hanno partecipato alla Call lanciata dall’OAR (leggi qui: LINK). Oltre 50 i contributi raccolti, «che si inseriscono in una visione allargata della città sui grandi temi di attualità, a partire da pianificazione e programmazione di interventi risolutivi anche per quelle criticità che alimentano il dibattito pubblico e politico». Agli Stati Generali sono state presentate – per il limitato tempo a disposizione – una selezione di 16 proposte. Dalle suggestioni raccolte – ha sottolineato Panci – «emerge il racconto di una città che deve affrontare il tema delle trasformazioni urbane del prossimo futuro: dalla riqualificazione del centro alla rigenerazione delle frange urbane. Si parla di una metropoli che, attraverso un rinnovato disegno urbano, è chiamata a far coesistere le istanze sociali e nuovi modelli di intervento sul territorio in grado di rilanciare Roma sulla scena internazionale, dove l’Architettura sia in grado di modificare la società per ricucire sistemi e spazi sostenibili, ecologici e innovativi. Le proposte avanzate dagli iscritti attraversano la Capitale e il suo sviluppo, concentrandosi su concetti come partecipazione, valore dell’eccellenza, mappatura dei margini, valorizzazione del patrimonio dismesso e disseminato. Affrontano temi come fratture rigeneranti, confini al confine, unicità e consumo del suolo, città di relazioni e punto di incontro tra culture, offrendo sperimentazioni e visioni per il domani».

OAR e il Comitato EXPO hanno firmato un protocollo dintesa volto, tra l’altro, a valorizzare e incrementare luso dei concorsi di progettazione nell’affidamento degli incarichi. L’accordo prevede, tra l’altro, anche l’attivazione di incontri e tavoli tecnici tesi ad attivare il dibattito culturale sulla città e sul suo hinterland.

Sarà istituito, ha inoltre annunciato Matteo Gatto, direttore tecnico Expo Roma 2030, un tavolo permanente con gli architetti sulla trasformazione della città, in vista dell’evento internazionale, ricordando come il tema scelto da Roma sia «persone e territori», ovvero – ha spiegato – «le relazioni che gli individui e le comunità hanno con ambiente, natura, spazi e costruito in cui vivono. Un argomento che riguarda gli architetti che si occupano da vicino di trasformazione urbana. Iniziare da qui, dalle Vele – opera incompiuta della città – mostra il desiderio di ripartire e rigenerare, guardando al futuro, ponendo al centro concetti come . inclusione e innovazione. L’obiettivo è ascoltare le forze vive della città per chiedere il loro sostegno e guardare insieme a futuro, com’è nella natura di ogni Expo».  Gatto ha infine spiegato come il percorso sarà lungo,  visto che una volta consegnato il dossier – a settembre –  bisognerà aspettare ancora un anno prima di sapere se Roma ospiterà l’evento, visto che la decisione finale arriverà solo nell’autunno del 2023. 

A esprimere fiducia per il buon esito della candidatura di Roma – nonostante i presupposti poco rassicuranti connessi all’instabilità politica nazionale – è stato Maurizio Veloccia, assessore capitolino all’Urbanistica. «Le città sono i luoghi in cui sempre di più si concentra l’umanità. È necessario, però, ripensare la vita al loro interno, a partire dal tema della sostenibilità ambientale. Roma, nei secoli, è sempre stata capace di ripensarsi, di adattarsi ai cambiamenti. E il territorio di Tor Vergata, uno dei quartieri più complessi della Capitale, può essere simbolo della rinascita del nostro territorio. Il modo in cui immaginiamo di rigenerare la città, infatti, è riconnettendo e rammendando il rapporto tra centri e periferie . Includendo le tante diversità insite nel tessuto cittadino. La rigenerazione urbana, come gli architetti sanno bene, non è solo edilizia ma anche sociale».

L’esperienza di Expo Milano 2015, infine, è stata raccontata dall’architetto Stefano Boeri, sottolineando le opportunità offerte da questo tipo di eventi «sia per rigenerare e riqualificare la città, sia che per l’indotto che si viene a creare», ma anche richiamano l’attenzione sulla necessità di evitare il rischio che «le opere realizzate per l’evento vengano abbandonate al loro destino, come spesso accade, ma che vadano oltre l’Expo, restando a beneficio dell’intera comunità cittadina».

La giornata, come detto, ha posto al centro dell’attenzione la presentazione delle proposte da parte di architetti e studi romani che hanno partecipato alla call dell’OAR. Sono stati 16 i contributi illustrati dagli iscritti all’Ordine, ecco l’elenco di chi è intervenuto: Franco Purini; Nemesi – Susanna Tradati (Expo 2030: Proposta di un sistema Tor Vergata – Torre Spaccata per l’insediamento di funzioni culturali e la creazione di un asse del verde e della mobilità sostenibile); Bluoo Studio – Alessio Bonetti + Maya Gavric (FutuRoma); Schiattarella Associati; Set Architects – Onorato Di Manno (La città delle relazioni); Amaart – Alessia Maggio (Cupole dell’effimero); Umberto Vattani (Distretto Contemporaneo); Tommaso Valle (Fori Imperiali proposta per il quarto ingresso); Aut Aut – Edoardo Capuzzo Dolcetta (Roma Kintsugi); Pino Pasquali (Una geografia emozionale per Roma 2030-2050); Amr – Martina Moreno (Il bosco culturale); Warehouse of Architecture and Research – Gabriele Corbo (Expordinary); Studio Transit, Alessandro Pistolesi (Roma la città soglia tra passato e futuro); Labics – Clemente + Isidori (Borderline Metropolis); OM Architetti Associati – Ortolani + Masotti: (Doll within the Doll); Startt – Capra + Scaravelli (Trame del verde). (FN)

di Francesco Nariello

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