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24 Novembre 2020

Uffici pubblici. Le azioni dell’OAR per sbloccare e semplificare le procedure: lettere, segnalazioni, iniziative

di Redazione OAR

Dalla mancanza di personale tecnico presso il dipartimento capitolino per la programmazione urbanistica (Dpau) – causa primaria del rallentamento delle procedure – alla difficoltà di funzionamento, in primis sul fronte dell’accesso alle pratiche, dell’ufficio condono e dell’archivio progetti edilizia. Dalle proposte in chiave digitalizzazione, dematerializzazione e informatizzazione della pubblica amministrazione, condivise nell’ambito della Federazione degli Ordini degli Architetti del Lazio, alla necessità di sbloccare gli appuntamenti con i responsabili del settore archeologico presso la Soprintendenza Speciale di Roma. Fino alle richieste di chiarimenti all’amministrazione regionale, tra l’altro, sul «destino» del Ptpr e sui procedimenti riguardanti le Cila.

Sono solo alcune delle tematiche su cui si è attivato – attraverso lettere, denunce, segnalazioni, ma anche proposte concrete, incontri, iniziative e tavoli tecnici – l’Ordine degli Architetti Roma negli ultimi tre anni. Obiettivo: sbloccare situazioni di stallo e/o malfunzionamento di uffici e procedure che ostacolano l’attività professionale degli iscritti. Una serie di azioni indirizzate – a seconda dei casi – su più livelli: Governo, Soprintendenze, Regione Lazio, Campidoglio, fino alle segnalazioni rivolte a singoli comuni della provincia di Roma.

Sono state una ventina le lettere inviate dall’Ordine, a partire dal proprio insediamento, alle quali si aggiunge una lunga lista di proposte, tavoli tecnici, incontri e richieste di appuntamenti con tutte istituzioni coinvolte. Un’azione costante che ha richiamato l’attenzione, con puntualità, sui temi caldi per gli iscritti e che, in diverse occasioni – per quanto possibile -, ha favorito il raggiungimento di risultati concreti.

Le continue sollecitazioni da parte dell’Ordine sul tema della cronica mancanza di personale presso di Dpau di Roma Capitale (e le sue conseguenze sulle procedure) hanno contribuito, ad esempio, allo sblocco, lo scorso maggio, dell’assunzione di cento architetti da parte di Roma Capitale: dei quali – però – solo poche unità sono state destinate ai Dipartimento Urbanistica. La situazione, dunque, è rimasta «critica», come denunciato nella lettera che l’OAR ha indirizzato – a maggio, dopo aver appreso della tornata di assunzioni – alla sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, e all’assessore al Personale, Antonio De Santis.

Qui la lettera: LINK

In una successiva missiva, inviata lo scorso 10 luglio e sempre indirizzata alla sindaca, l’OAR – pur esprimendo soddisfazione per la nuova piattaforma digitale per la lavorazione condoni messa a punto dal Campidoglio – ha rimarcato «il rischio che i benefici ad essa connessi svaniscano, insieme agli sforzi di ammodernamento dell’amministrazione comunale, per la mancanza di personale che interessa tutto il dipartimento Pua», chiedendo un intervento rapido e risolutivo.

Qui la lettera: LINK

È stata incentrata su parole d’ordine come «digitalizzare, sburocratizzare, collaborare», la lettera inviata dall’Ordine degli Architetti di Roma, in accordo con la Federazione degli Ordini degli Architetti del Lazio, indirizzata a Governo, Regione Lazio, Roma Capitale e altri sindaci di comuni laziali su digitalizzazione, sburocratizzazione e collaborazione con la Pa, finalizzata a sostenere «l’unica strada percorribile» per il rilancio delleconomia e delledilizia, anche sulla base della lezione impartita dall’emergenza sanitaria Covid19.

Qui la lettera: LINK

L’attenzione dell’Ordine, come detto, si è concentrata anche su situazioni più specifiche e puntuali che rendono complessa l’attività degli iscritti. Lo testimoniano, ad esempio, le recenti lettere inviate – sulla scia delle segnalazioni degli iscritti – ai sindaci di due comuni della provincia di Roma: Santa Marinella, (lettera del 12 novembre scorso), per evidenziare le difficoltà di accesso all’Ufficio Archivi comunale e chiedere una rapida soluzione – anche attraverso, tra l’altro, «l’attivazione di procedure online»; e Albano Laziale (lettera del 28 ottobre), per spingere l’amministrazione a risolvere il problema delle «lunghe tempistiche di attesa» per poter accedere agli Uffici tecnici comunali.

Tra le ultime lettere firmate dall’Ordine, ci sono le due richieste appena inviate alla Regione Lazio: una prima in cui si chiede all’amministrazione regionale, sul fronte dello snellimento delle istruttorie, di definire le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione, dei procedimenti afferenti la Comunicazione inizio lavori asseverata (Cila); e una seconda in cui, sulla base della notizia dell’annullamento del Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) del Lazio, da parte della Corte Costituzionale, si chiedono chiarimenti allo scopo di informare gli iscritti, vista la ricaduta che tale annullamento potrà avere per l’attività professionale della categoria, sia per le procedure future che per gli iter in corso.

(FN)

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